Sicurezza
Morto Piovanelli il cardinale mite che insegnò il dialogo
Aveva 92 anni. A lungo arcivescovo di Firenze, ritirato nel 2001 Il Papa: «Ha servito con gioia e sapienza il Vangelo»
FIRENZE. È morto alle prime ore di ieri il cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo di Firenze dal 1983 al 2001. A dare l'annuncio è stato l'arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori. Piovanelli, che aveva 92 anni, si trovava da qualche mese al Convitto ecclesiastico dell'Arcidiocesi, dove è stato assistito nella fase finale della sua malattia.
In seminario a 11 anni. Nato a Ronta nel Mugello il 21 febbraio 1924 da una famiglia umile, a undici anni decise di andare a Firenze in seminario. Qui ha studiato dal 1935 al 1947, anno in cui è stato ordinato sacerdote. Suo compagno di studi in teologia fu, tra gli altri, don Lorenzo Milani che fu ordinato sacerdote lo stesso giorno. Piovanelli fu prima vicario parrocchiale di monsignor Giulio Facibeni, il pievano di Rifredi, fondatore dell'Opera Madonnina del Grappa, poi vicerettore del Seminario minore, quindi in curia nel 1979, diventa poi vicario generale. Il 28 maggio 1982 Giovanni Paolo Secondo lo nomina vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi e dopo la morte improvvisa del cardinale Giovanni Benelli, nel 1982, assume il governo pastorale dell'Arcidiocesi. L'anno successivo è arcivescovo di Firenze e nel 1985 viene creato cardinale. Dal 1990 al 1995 è vicepresidente della Cei. Grande studioso della Bibbia, Piovanelli rinunciò alla sede fiorentina per limite di età il 21 marzo 2001.
Concluso il suo ministero come arcivescovo, si ritirò nell'antica Pieve di Cercina ai confini fra la città e il suo Mugello da dove si spostava frequentemente per predicare e tenere incontri di spiritualità in tutta Italia. Il 21 febbraio 2014, al compimento dei novant'anni, Piovanelli si trovava a Roma mentre vi si svolgeva l'Assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi e partecipò alla Santa Messa a Santa Marta con Papa Francesco, che lo ringraziò «per il suo lavoro, la sua testimonianza e la sua bontà». Negli ultimi giorni, avvertito delle sue precarie condizioni di salute, Papa Francesco gli ha telefonato.
Camera ardente e funerali. Le esequie del cardinale Piovanelli saranno celebrate martedì prossimo alle 18 nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Sarà sepolto nel sepolcro dei vescovi fiorentini nella cripta di San Zanobi in Cattedrale. La camera ardente, allestita in Arcivescovado con accesso da piazza dell'Olio, sarà aperta oggi dalle 8 alle 22. Domani alle 21 ci sarà una veglia di preghiera in Cattedrale. L'Opera di Santa Maria del Fiore comunica che il Duomo e la Cripta di Santa Reparata rimarranno chiuse alle visite turistiche da oggi a martedì (12 luglio) compreso, per permettere l'organizzazione delle esequie del cardinale. Anche il concerto “Tre voci per tre fedi: la tradizione musicale cristiana, ebraica e islamica” della rassegna musicale O Flos Colende, previsto martedì alle 21, è stato rimandato a data da definire.
Il cordoglio. Papa Francesco ha inviato al cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, un telegramma di cordoglio. «Penso con affetto a questo caro fratello nell'episcopato - scrive il Papa - che ha servito con gioia e sapienza il Vangelo e ha amato tenacemente la Chiesa, ricordandone con gratitudine l'intensa opera pastorale profusa dapprima quale zelante presbitero e vescovo ausiliare e poi come guida sollecita e saggia di codesta arcidiocesi».
Anche il presidente del Consiglio Matteo Renzi esprime il suo cordoglio: «Piovanelli è stato - afferma - un punto di riferimento nella fede e per la vita della città di cui è stato a lungo arcivescovo».
«Con Silvano Piovanelli scompare un punto di riferimento importante per uomini e donne di buona volontà, credenti e non - dice il presidente della Regione Enrico Rossi - una figura chiave della Chiesa fiorentina ma, soprattutto, un uomo mite, impegnato da sempre nella ricerca della pace, della giustizia, della tolleranza e del dialogo. Abbiamo dialogato sempre e in tante occasioni siamo stati in sintonia, perché la cultura dell'incontro, la voglia di comprendere le ragioni dell'altro in lui hanno prevalso sempre, aiutando in certi casi la politica e le istituzioni a compiere scelte che le avvicinavano ai cittadini e ad ascoltare i loro bisogni».
«Un uomo che traeva dalle risorse spirituali della sua vita un movimento continuo per il suo rapporto con gli altri, con la società fiorentina e toscana, con i fedeli della Diocesi e con i sacerdoti. Tutto questo era continuamente alimentato da una profonda spiritualità - così il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, ricorda Piovanelli - È stato un uomo di grande comunione, nella Chiesa e nella società, sempre pronto a cercare motivi di incontro, di dialogo e di relazione che aiutassero a vivere l'unità sia civile che ecclesiale. Siamo certi che il Signore lo accoglie nelle sue braccia e che abbiamo già fino da ora nel cielo un altro santo vescovo che intercede per noi. Dobbiamo ringraziare il Signore per averci donato un vescovo così pieno di attenzione verso il suo popolo».
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