Finanza
Sanità lumaca: le Tac a mezzo servizio e le liste d’attesa ingolfate
In Toscana più macchinari per diagnostica che in Germania, ma i tempi sono lunghissimi. Saccardi: "C’è un problema di produttività, d’ora in poi esami anche il sabato". Il sindacato: "Il lavoro fuori orario va pagato"
FIRENZE. Macchinari e apparecchiature mediche in Toscana non mancano, anzi la disponibilità in relazione al numero di cittadini è una delle più alte dei paesi Ocse. Eppure le liste d’attesa per chi ha bisogno di una visita o un’esame rimangono insopportabilmente lunghe, come sa chi prova ad ottenere una Tac o una visita dall’oculista e si sente rispondere che dovrà aspettare un po’. Magari un anno, perché in certe zone l’esame più banale può richiedere tempi d’attesa talmente scoraggianti da spingere i cittadini tra le braccia delle strutture private. Che sulle mancanze del pubblico costruiscono grossa parte della loro fortuna. Oppure, per quelli che non possono permettersele, e sono sempre di più, ad abbandonare del tutto l’idea di farsi visitare.
Il numero di apparecchiature per la risonanza magnetica nel 2015 in Italia era maggiore della media Ocse e più del doppio di paesi come Francia o Germania. Discorso simile per i macchinari per la tomografia computerizzata (Tac). A questo va aggiunto che la Toscana, per bocca della stessa Regione, «in Italia è tra le regioni che hanno la maggior quantità di apparecchiature per risonanza magnetiche Tac, sia in numeri assoluti che percentuali».
Negli anni gli interventi e gli annunci di “cure risolutive” al problema dei tempi d’attesa sono stati parecchi. Fondi specifici, l’attivazione di un numero verde per dare indicazioni personalizzate ai pazienti, sperimentazione a macchia di leopardo di progetti per effettuare gli esami durante la sera e nei fine settimana.
Attese più lunghe di un anno. Gli amministratori chiedono sempre di misurare i giudizi non sulle parole ma sui risultati raggiunti. Vediamo a cosa va incontro chi prova a prenotare un esame nelle varie Usl sul territorio toscano. Va malissimo a Massa Carrara, dove l’effetto collo di bottiglia per certi esami è impressionante. 370 giorni per una visita pneumologica dal giorno della prenotazione, 369 per una mammografia bilaterale. Più di un anno. Ma si va oltre i 300 giorni anche per chi vuole una visita endocrinologica o per un’ecografia completa all’addome.
Non sono messi meglio i pazienti della Usl 6 di Livorno, dove per una mammografia senza screening bisogna aspettare 435 giorni. Magari si potrebbe provare a Cecina. Per scoprire che no, è la scelta sbagliata. Qui la lista d’attesa prevede 459 giorni a partire dal giorno di richiesta. Record in negativo.
Gli esempi sono ancora molti e disperanti, perché un paziente di Pistoia con un problema agli occhi che volesse provare oggi a prenotare una visita oculistica dovrebbe aspettare il 13 marzo del 2017. E più di tre mesi tocca aspettare a Pontedere per esami di chirurgia vascolare o neurologia.
Vero è che le liste prevedono di calibrare i tempi di attesa secondo le classi di priorità e quelli classificati come “urgente” vanno eseguiti per primi. Difficile comunque da spiegare a chi si vede prescritto un esame dal proprio medico e dovrà aspettare mesi per ottenerlo. Da questo punto di vista bisognerà lavorare su una maggiore interazione tra medici generali, specialisti e pazienti.
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Un nuovo corso. Secondo il nuovo piano presentato ieri dall’assessore Stefania Saccardi, che ha intenzione di renderlo operativo entro l’inizio del 2017, la questione è complessa e l’approccio rispetto al passato deve variare. Se le macchine e i medici ci sono e le liste continuano a gonfiarsi, allora occorrerà intervenire sull’efficienza . Eppure in molte regioni gli esami notturni e la domenica sono una realtà da tempo. In Veneto dal 2013, in Lombardia hanno cominciato a sperimentare nel 2014.
Alice D’Ercole, segretario generale Fp Cgil si dichiara «soddisfatta e collaborativa per la volontà di arrivare a una soluzione sui tempi d’attesa», puntualizzando che per «fare lavorare le macchine fuori dal normale orario di lavoro ci vogliono soldi per pagare il lavoro del personale. E in Toscana c’è una diffusa carenza di organico».
Saccardi scorpora il problema. Da un lato il problema dell’efficienza, «perché non è possibile che in alcune aziende la produttività sia al 20% e in altre molto migliore. Forniremo i dati ai direttori generali, dai quali ci aspettiamo risposte e soluzioni».
Dall’altro c’è il problema degi esami in orari extra. «Se serve si lavora anche di mattina o di sabato pomeriggio, qualora servisse nuovo personale lo prenderemo». Vuole che sia chiaro che questa non è l’unica risposta e che anzi, in certe occasioni, l’unico effetto è stato di drogare la domanda e aumentare le richieste con conseguenti allungamenti dei tempi. Serve un intervento struttuale.
Concorda anche Maria Platter segretaria di Cittadinanza Attiva Toscana: «Bisogna sia fare lavorare a pieno regime le macchine che puntare a una maggiore integrazione tra medici generali e specialisti».
Martedì con una delibera la Giunta ha rifinanziato i progetti nelle varie aziende ospedaliere, anche quelli che riguardano la riduzione delle liste d’attesa. Una delibera del 24 maggio aveva infatti svincolato i fondi non utilizzati e molti si erano scagliati contro l’operazione. «Avevamo spiegato e ora dimostriamo - dice Saccardi - che si trattava di una manovra contabile subordinata all’approvazione di un decreto legge del governo. Non togliamo fondi, anzi siamo disposti ad aumentarli».
I TOP DELLE ATTESE
459 giorni per una mammografia a CECINA
435 giorni per una mammografia a LIVORNO
370 giorni per una visita pneumologica a MASSA
ASL 1 MASSA CARRARA
E’ la Asl con le attese maggiori: 370 giorni per la visita pneumologica, 369 per la mammografia bilaterale, 306 per l’ecografia addome completo, 302 per una visita endocrinologica. Si fa prima a dire dove i tempi sono rapidi: Moc (2 giorni) e ecografia ginecologica (11 giorni).
ASL 2 LUCCA
Le attese maggiori su alcune visite (fisiatrica, 134 gg.), risonanze magnetiche (da 40 a 149 giorni per gli interventi programmati), ecografia della mammella (84 giorni), colonscopia (121 giorni), elettromiografia (106 giorni)
ASL 3 PISTOIA
Per una visita oculistica il primo appuntamento è per il 13 marzo 2017, per una visita cardiologica il 20 settembre. Più veloci le altre visite. Per Tac, Rmn e radiografie i tempi sono relativamente rapidi
ASL 4 PRATO
Dati momentaneamente non disponibili
ASL 5 PISA
91 giorni di attesa per una visita oculistica nell’Alta Val di Cecina, 83 giorni per una visita neurologica. 85 giorni per una visita urologica Pisa, 77 per una visita ginecologica. A Pontedera per molte visite si superano i 100 giorni di attesa (oculistica, chirurgica vascolare, reumatologica, neurologica). Non disponibili i dati sulle altre prestazioni
ASL 6 LIVORNO
Record assoluto toscano di attesa per la mammografia senza screening (459 a Cecina, 435 giorni a Livorno) ma i tempi sono generalmente più elevati della media toscana per quasi tutte le prestazioni: a Livorno 165 giorni per una visita reumatologica, 235 per una Tac addome superiore, 136 giorni per una visita cardiologica, da 131 a 281 giorni per le varie ecografie; a Cecina 268 giorni per una visita endocrinologica, 292 giorni per una spirometria e per le ecografia si possono superare i 300 giorni; a Piombino 229 giorni per una visita endocrinologica e tempi lunghissimi per gli ecocolordoppler; un po’ meglio all’Elba
ASL 9 GROSSETO
Il ritardo più grave è sulle mammografie (da 92 giorni a Orbetello a 202 giorni a Grosseto, . Tempi lunghi per gli ecocolordoppler (fino a 114 giorni a Grosseto). 98 giorni per una gastroscopia a Orbetello
ASL 11 EMPOLI
I ritardi maggiori su spirometria, visita generale di oncologia, visita generale di riabilitazione e su molte prestazioni di Tac
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