Il Tirreno

Toscana

Corsie preferenziali per prime visite, malati oncologici e cronici

di Samuele Bartolini
Corsie preferenziali per prime visite, malati oncologici e cronici

Si punta a separare i flussi per garantire chi ha bisogno di una risposta veloce. Obiettivo: ridurre i tempi del 30-40%

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FIRENZE. La Regione prova ad aggredire il problema dei problemi: le liste di attesa per le visite mediche o per fare un esame. E l'obiettivo è ambizioso: ridurre i tempi di attesa del 30-40% entro i primi mesi dell'anno prossimo. Non è la prima volta che si cerca di risolvere l'annoso problema delle liste di attesa, ma è la stessa assessora alla Sanità Stefania Saccardi che scommette sulla separazione dei flussi. Dividendo le prenotazioni per i primi contatti (sia visite che esami diagnostici) da fare tramite Cup, che sono il 40 per cento delle domande, da quelle successive – il restante 60 per cento - di follow up (le verifiche). Queste ultime saranno sotto la responsabilità diretta di chi eroga le prestazioni. Ci sarà poi un'unica piattaforma Cup in tutta la regione, in modo da omogeneizzare procedure e percorsi. Il cittadino sarà seguito da un unico specialista, sempre lo stesso per tutto il percorso, ma sarà anche responsabilizzato nei tempi dell'appropriatezza perché vengano fatti solo gli esami necessari. «Quello dei tempi di attesa per visite ed esami – dice l'assessora Saccardi - è un tema complesso. In questi mesi ci siamo messi a studiarlo in maniera approfondita, coadiuvati dal MeS, il Laboratorio Management e sanità della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, e dall'Ars, l'Agenzia regionale di sanità, e abbiamo individuato soluzioni che riteniamo possano essere efficaci».

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Sveltire le verifiche. La Regione cerca di sveltire le verifiche in tre comparti sanitari: oncologico (riguarda 100mila toscani), patologie croniche (20mila) e materno infantile (20mila). Per quanto riguarda l'oncologico, sarà attivato un Centro servizi all'interno delle strutture oncologiche che seguirà tutto il percorso sanitario per il singolo paziente oltre a dare tutte le informazioni di carattere amministrativo: dalla legge 104 all'esenzione del ticket, da quali documenti presentare al datore di lavoro all'accompagnamento nei luoghi dove fare le terapie che sarà preso in carico dal volontariato. Gli accertamenti (visite ed esami diagnostici) non dovranno più essere prenotati dai cittadini ma dal Centro servizi.

L'altro capitolo riguarda le persone affette da patologie croniche: diabete, scompenso cardiaco, broncopatia cronica, malattie cardiovascolari. In questo caso assumerà un ruolo centrale il medico di famiglia che programmerà i controlli e le visite specialistiche dedicate in contatto diretto con i medici specialisti che stanno entrando in servizio nelle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), ossia i grandi ambulatori presenti sul territorio regionale.

E la giunta ha destinato 1 milione (dei 4,7 destinati al nuovo modello di sanità di iniziativa) proprio per la riorganizzazione dell'offerta clinico-diagnostica territoriale. Terzo capitolo: il materno infantile. Una volta che il medico di famiglia avrà verficato che una donna è incinta tramite il test, la futura mamma avrà un libretto di gravidanza che l'accompagnerà in tutto il percorso di esami fino alla nascita del bambino.

Sfruttare di più i macchinari. In Toscana non c'è un problema di mancanza di macchinari, come spieghiamo anche nell’articolo accanto: l'Italia risulta avere a disposizione un numero di macchine per abitante doppio rispetto alla Germania e triplo rispetto alla Gran Bretagna, e la Toscana è tra le regioni che hanno la maggior quantità di apparecchiature Rm e Tc, sia in numeri assoluti che in percentuale sul numero di residenti. Il problema semmai sta nel farle funzionare al meglio grazie anche ad una diversa organizzazione del personale dedicato.

Il ruolo dei direttori generali. Ma è indubbio che il piano di riduzione delle liste d’attesa funzionerà nella misura in cui si riusciranno a tradurre in fatti concreti le indicazioni impartite a livello regionale. E in questo passaggio hanno un ruolo fondamentale i direttori generali delle Asl. A cui, ricorda la Regione, «sono già stati assegnati con la delibera di giunta 208 del 2016 obiettivi coerenti con questa nuova impostazione per la gestione delle liste di attesa». In particolare dovranno portare il Cup «a livello di medici di medicina generale», in modo da responsabilizzare maggiormente i medici che prescrivono le prestazioni. A loro è demandata anche «la riorganizzazione delle prestazioni di controllo (follow up) con agende Cup prenotabili direttamente dal Mmg» e «la riorganizzazione dell'offerta delle prestazioni specialistiche secondo criteri di priorità clinica e appropriatezza».

 

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