La manifestazione
«Togliete a Moretti il titolo di cavaliere»
Quando fu insignito nel 2010 era già indagato per la strage di Viareggio, voto unanime del consiglio regionale su proposta M5s
VIAREGGIO. Non era neppure trascorso un intero anno dal disastro ferroviario del 29 giugno 2009 quando il 31 maggio 2010 il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, insignì Mauro Moretti - all’epoca amministratore delegato di Ferrovie e già tra gli indagati per la strage sui binari di Viareggio - del cavalierato del lavoro. Sei anni dopo, il consiglio regionale della Toscana, all’unanimità impegna la Giunta del presidente Enrico Rossi a «segnalare al Governo nazionale l'opportunità di attivare quanto prima le procedure di revoca del titolo a Moretti». Il quale oggi è amministratore delegato di Finmeccanica con uno stipendio annuo (dato 2015) di 1.676.000 euro.
La mozione approvata a Firenze è quella del Movimento Cinque stelle che, con la senatrice Sara Paglini, da tempo ne ha presentata in Parlamento una, analoga, rimasta lettera morta. «Moretti - spiega il consigliere regionale Gabriele Bianchi, primo firmatario della mozione - è stato amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato all'epoca della spaventosa strage ferroviaria di Viareggio, nella quale perirono bruciate vive 32 persone. Per questa strage è imputato in un processo, ed abbiamo sempre ritenuto indegno che gli fosse stato conferito il titolo di Cavaliere del lavoro».
La mozione ha trovato il consenso di tutte le forze politiche anche, e soprattutto, perché fondata su una serie di argomentazioni di settore. A partire dalla considerazione - così nel testo approvato - «che dai dati forniti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria, da Eurostat e dai documenti raccolti dalle associazioni delle vittime degli incidenti ferroviari, si evidenzia che nel periodo in cui Mauro Moretti è stato alla guida delle Ferrovie dello Stato ci sono stati 47 morti tra gli addetti alla manutenzione ed i macchinisti, a cui si aggiunge l’alto numero di civili morti per cause direttamente imputabili a inefficienze nel sistema di sicurezza e prevenzione». Moretti ha, inoltre, «approntato piani industriali che hanno avuto principalmente l’obiettivo di ridurre i costi, riducendo il personale, sopprimendo linee e treni pendolari», invece «di attuare una necessaria modernizzazione a messa in sicurezza del settore».
Stefano Baccelli, oggi sui banchi del Pd in consiglio regionale, nel giugno 2009 era presidente della Provincia di Lucca, costituita parte civile con Comune di Viareggio e Regione: «Chiedere una revoca - dichiara dopo il voto - è politicamente e moralmente doveroso». Parole che riportano al ricordo di quelle prime ore del mattino del 30 giugno 2009. Quando nella sala di rappresentanza del municipio Viareggio, mentre non tutti i cadaveri erano ancora stati recuperati dalle macerie, in tanti ascoltarono proprio l’amministratore delegato Moretti dichiarare che Fs non avrebbero messo in moto i percorsi assicurativi perché non avevano responsabilità alcuna nell’accaduto. Seguirono le dichiarazioni nelle audizioni parlamentari: da «Vi prego di considerare che quest'anno, per la sicurezza - a parte questo spiacevolissimo episodio di Viareggio - abbiamo ulteriormente migliorato», a «Quando c'è un incidente sembra caschi il mondo...».
Stragi come quella di Viareggio - fissa nero su bianco la mozione approvata - «potevano essere evitate semplicemente leggendo le segnalazioni depositate dai cittadini all’attenzione delle Ferrovie e ascoltando/accogliendo le istanze dei lavoratori del comparto».
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