Il dolore
«Solo per caso non ero lì: erano miei amici...»
Piero Marianelli, pontederese, vive a Dacca: «Un pezzo della mia vita se n’è andato»
PONTEDERA. «Solo per un caso non ero in quel ristorante. C’è stata una carneficina». Piero Marianelli, imprenditore di circa 70 anni, che lavora nel settore dell’abbigliamento e in quello tessile, originario della Valdera in provincia di Pisa, per una serie di coincidenze è scampato all’ultimo attentato terroristico compiuto in Bangladesh e costato la vita a 20 persone. L’attacco del commando armato alla Holey Artisan Bakery di Dacca fa parte della strategia del terrore che ormai viene portata avanti in tutto il mondo. La maggior parte delle vittime sono italiane e giapponesi.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.13762007:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/07/03/news/la-svolta-radicalista-attacco-agli-stranieri-per-colpire-il-governo-1.13762007]]Come riferito dal Site rilanciandone le immagini, l'Isis ha pubblicato le foto con kefiah in testa e kalashnikov in mano del commando che ha bagnato di sangue Dacca e sconvolto per la sua ferocia nell’esecuzione. Il pensiero di ognuno, dopo avere appreso la tragica notizia, è andato alla ricerca di persone che in questo periodo si trovano a Dacca. In Valdera alcuni amici di Marianelli, che da tempo vive nel Bangladesh dove si è trasferito per ragioni di lavoro ormai tanti anni fa, hanno cercato di mettersi in contatto con lui attraverso il profilo Facebook e via Skype.
«Ieri sera non c'ero in quel ristorante, si trova vicino a casa mia. Penso che ci sia una carneficina», ha raccontato l’imprenditore Piero Marianelli a chi subito lo ha contattato quando le notizie arrivate in Italia erano ancora poche e non si sapeva se c’erano vittime italiane. «Li hanno sgozzati tutti, io non c'ero. Ma è stato solo un caso, cinque delle vittime erano miei amici. È una cosa incredibile».
Neppure per Marianelli è stato semplice capire cosa fosse successo in quel locale e quante erano le vittime dell’assalto. «Quando è successo ero lì vicino, la polizia mi ha scortato verso casa. In Europa non capiscono niente. Quando si sveglieranno sarà troppo tardi», si è sfogato l’imprenditore pisano con gli amici che hanno cercato di avere sue notizie dall’Italia. «L'Europa non ha ideali e le manca una spina dorsale. La situazione tra i musulmani è uguale al dopo ‘68 in Italia», ha aggiunto.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.13756894:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/07/02/news/terrorismo-cuoco-di-orgini-livornesi-nell-inferno-di-dacca-ecco-come-mi-sono-salvato-1.13756894]]Ieri pomeriggio l’uomo ha scritto un messaggio sul suo profilo Facebook per tranquillizzare gli amici della Valdera che già dall’altra sera avevano cercato, alcuni anche invano, di mettersi in contatto con lui nella speranza di avere notizie rassicuranti sulla sua sorte. E nel tardo pomeriggio di ieri sono apparsi anche i primi messaggi di vicinanza e di chi ha tirato un sospiro di sollievo pur restando sconvolto per quello che è successo. «Non avevo il coraggio di scriverti. Ora ho letto il tuo post e so che tu sei salvo anche se ferito nello spirito. Ti faccio tanti auguri per poter riacquistare serenità», uno dei “post” su Facebook.
Agli amici infatti Marianelli ha confidato il suo stato d’animo, che è quello di una persona che nell’attentato ha perso alcuni amici. Sono parole che vanno dritte al cuore quelle scritte ieri da Marianelli: «Quello che è successo mina la tua persona, tanti amici persi... ma sgozzati. Vedo le loro facce ed è impressionante pensare. Come è possibile digerire una cosa simile? Un pezzo di vita se n’è andato ed anche la sicurezza del domani. Non so, sono nella nebbia o meglio nell'apatia, non riesco a pensare», ha aggiunto fra l’altro. Il pontederese, che appartiene a una famiglia molto conosciuta in Valdera, si è chiuso in un silenzio di lutto. Poche parole che raccontano l’angoscia di un uomo e quella di milioni di cittadini che si interrogano su quando potranno finire la strategia della paura e questa scia di morte che insanguina il mondo senza dare tregua.
(s.c.)
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