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il segretario regionale del pd parrini

«Il referendum è un grande obiettivo: la gente l’ha capito»

di Samuele Bartolini
«Il referendum è un grande obiettivo: la gente l’ha capito»

Segretario Dario Parrini. La prossima settimana si chiude la raccolta firme del Pd per il Sì al referendum costituzionale. Ce la fate a raggiungere quota 35mila? «Non solo ce la faremo, ma andremo...

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Segretario Dario Parrini. La prossima settimana si chiude la raccolta firme del Pd per il Sì al referendum costituzionale. Ce la fate a raggiungere quota 35mila?

«Non solo ce la faremo, ma andremo oltre la quota che ci era stata richiesta dal partito. Anche se non nascondo che all'inizio c'è stata una certa fatica da parte delle nostre federazioni provinciali a mettersi in movimento, poi c'è stato lo stop per le elezioni comunali, ma piano piano la consapevolezza che il referendum è un grande obiettivo non solo per il Partito democratico, ma per l'Italia ha prevalso. Si sono visti tanti sindaci e assessori ai banchini nelle piazze della Toscana. Professori universitari che spiegano perché votare a favore negli incontri con i cittadini. Il risultato è più che soddisfacente».

E quali iniziative avete in ponte per l'estate?

«Due su tutte. Molto probabile l'incontro con la ministra delle Riforme Boschi alla serata di chiusura della festa regionale dell'Unità del 7 agosto in quel di Santomato a Pistoia. E il rilancio dopo la pausa estiva del Sì al referendum alla tradizionale festa provinciale dell'Unità alle Cascine. In mezzo continueremo come abbiamo fatto finora con il porta a porta, le riunioni di caseggiato e i convegni».

Ma non mettete in conto che anche dentro il vostro partito ci sono delle voci dissonanti? Vedi D'Alema...

«Certo che ci sono persone dentro il Pd che la pensano diversamente. Ma D'Alema è un’altra storia. Il suo è un problema prima di tutto personale più che politico. Nelle sue parole c'è un livore tutto strumentale, ma in realtà rimane da solo con i suoi rancori e quello che dice non è un fatto rilevante nella vita del Pd. Non solo. Come può giustificare il suo No alla riforma costituzionale paragonandolo al rifiuto di Concetto Marchesi (latinista, parlamentare del Pci ai tempi della Repubblica appena nata, nrd) di obbedire a Togliatti sull’articolo 7 della nuova Costituzione? E' una bestialità, un'assurdità. Mentre il Partito democratico ha votato per sei volte, tre volte alla Camera e tre al Senato, il suo Sì alla riforma».

E le altre voci dissonanti?

«Sono da rispettare, è normale che in un partito ci siano persone che la pensano diversamente. Vorrei ricordare però che i padri nobili del Pd e gli ultimi presidenti del Consiglio legati al centrosinistra voteranno a favore della riforma. Vedi alla voce: Amato, Prodi, Letta, Veltroni, Bersani».

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