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Toscana

«L’accanimento dei ministri è inspiegabile»

«L’accanimento dei ministri è inspiegabile»

Giannessi (Confcommercio): andremo avanti, il contenzioso non interrompe la validità della legge

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FIRENZE. Non capisce Graziano Giannessi, presidente nazionale dei balneari che aderiscono a Confcommercio. Non capisce perché il Governo impugni la legge della Toscana sulle concessioni demaniali. Per questo il 7 luglio l’imprenditore viareggino, erede di una storica famiglia di balneari, esigerà chiarimenti su questo e su altri punti nel corso della giunta nazionale di Confcommercio, convocata a Roma.

Presidente Giannessi, vi coglie di sorpresa la decisione del governo di impugnare la legge della Toscana?

«È una prassi generale del governo impugnare le leggi delle Regioni, quando ritiene che abbiamo invaso campi legislativi di competenza dello Stato. La questione del contendere è che la Regione abbia legiferato su una “materia concorrente” con lo Stato, violando, quindi, i limiti imposti dall’articolo 117 della Costituzione».

Vi preoccupa il contenzioso?

«Il turismo è materia di competenza della Regione».

Però il governo contesta alla Regione disposizioni in materia di concessioni.

«Il governo contesta disposizioni contenute in una legge della Regione Veneto, in vigore dal 2002 senza problema. Inoltre, le norme contestate traggono origine da disposizioni dello Stato. Non solo. I principi ripresi nella legge della Toscana, che oggi lo Stato contesta, sono quelli contenuti anche nella direttiva Bolkestein dell’Ue alla quale la Toscana prova a uniformarsi».

Se questo è vero, come spiega l’impugnazione dello Stato?

«Non ci dobbiamo dimenticare che sulle concessioni demaniali ci sono interessi dell’Agenzia del Demanio. L’Agenzia è come una società privata: più incassa e più alto è l’aggio che riscuote».

Non sembra un buon motivo per demolire una legge regionale.

«Non ho detto che non ci siano contraddizioni. Infatti, lo Stato ha promesso ai balneari una legge nazionale che avrebbe dovuto ricalcare quella della Toscana, compresa la parte dell’indennizzo per il concessionario uscente del 90% del valore commerciale dell’azienda, in caso di subentro di nuovo imprenditore, al termine di una procedura comparativa».

Perché, allora, il governo avvia il contenzioso?

«È proprio quello che Confcommercio vuole sapere. Il governo promette di consultarci prima di avviare l’iter legislativo sulle nuove norme sulle concessioni che dovrebbero ricalcare la legislazione toscana, poi impugnano la legge regionale che vuole imitare. Perché? Perché si accanisce contro l’indennizzo che anche l’Ue considera legittimo?».

E mentre il contenzioso è davanti alla Consulta, che cosa faranno i concessionari?

«Presenteranno le domande per ottenere una nuova concessione. L’avvio di un contenzioso non interrompe la validità della legge regionale».(i.b.)

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