Il Tirreno

Toscana

"Ha ammazzato Kymberli, poi Mariela: mi sono buttata per non morire"

"Ha ammazzato Kymberli, poi Mariela: mi sono buttata per non morire"

La sopravvissuta racconta il film del duplice omicidio e l'ultimo abbraccio prima della morte dell'amica. Alessi arrestato a Monticiano (Siena): lo scambio delle targhe, la manomissione del sistema satellitare, la telefonata con il cellulare preso a una passante a Cecina

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FIRENZE. È andato a casa della transessuale con la precisa intenzione di ucciderla, Mirco Alessi, il 42enne arrestato dai carabinieri con l'accusa di essere il responsabile del duplice omicidio avvenuto all'alba di giovedì 29 in un appartamento di via Fiume a Firenze. La relazione tra il brasiliano Gilberto Manoel Da Silva, conosciuta come Kymberli, e Alessi andava avanti da anni. Alessi non sopportava più le continue richieste di denaro da parte della transessuale, che lo avrebbe ricattato minacciando di rendere pubblica la loro storia. Secondo gli investigatori, quindi, ha deciso di ucciderla ed è andato a casa sua con questa precisa intenzione.

Così la ventisettenne dominicana Mariela Josefina Santos Cruz, uccisa anche lei a coltellate, è stata aggredita da Alessi solo perché si trovava nell'abitazione in quel momento. E probabilmente sarebbe stata uccisa anche la dominicana di 25 anni che ha avuto la prontezza di lanciarsi dalla finestra, salvandosi.

La quale ha ricostruito il "film" del duplice omicidio. La ragazza ha raccontato che stava dormendo e che con lei c'era la connazionale poi uccisa quando hanno sentito bussare forte alla porta, ma non hanno aperto. Poi, poco dopo, hanno sentito rumori provenire dalla cucina e dalla stanza di Kymberli. E quindi ancora bussare forte alla loro porta, e una voce che urlava chiamando l'amica: "Mariela, vieni che lei ha bisogno". La giovane, ora ricoverata in ospedale, ha anche detto di aver invitato Mariela a non aprire la porta, ma poi hanno deciso di andare entrambe a vedere cosa era accaduto. Aperta la porta, prosegue il racconto, hanno visto un uomo "pieno di sangue" che diceva di "aver fatto del male a Kymberli" e con in mano un coltello con il quale, dopo aver bloccato Mariela per le braccia, ha cominciato a colpirla, continuando a farlo anche quando la donna era ormai a terra e invocava aiuto.

È stato a questo punto che la giovane ha cercato una via di fuga dalla finestra mentre l'uomo continuava a pugnalare Mariela. Una volta sul marciapiede ha chiesto aiuto ad un ragazzo indiano che le ha prestato il telefono per dare l'allarme. Quando è rientrata nel cortile del condominio poco dopo l'arrivo delle forze dell'ordine che si sono dirette verso l'appartamento, ha raccontato di aver visto Mariela agonizzante a terra, nel cortile dove aveva cercato scampo. "Sto morendo", le avrebbe detto l'amica e alla domanda se avesse riconosciuto l'aggressore l'amica avrebbe risposto "Luca", riferendosi al nome con il quale si faceva chiamare il "fidanzato" di Kymberli.

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Secondo quanto ricostruito, dopo il duplice omicidio Alessi è tornato nella sua abitazione di via Palazzuolo per cambiarsi i vestiti sporchi del sangue delle vittime, poi è fuggito con la sua auto, una Citroen C1 rossa. Si è diretto verso Santa Croce sull'Arno, dove ha messo fuori uso l'impianto satellitare della vettura per non essere localizzato. Per tutto il tempo della fuga, nel corso della quale ha anche ritirato denaro a un bancomat, ha effettuato chiamate deliranti al 112, sfidando i carabinieri e sottolineando la sua abilità nella fuga.

Arrivato a Cecina, ha strappato il cellulare di mano a una passante e ha chiamato il 112, chiedendo ai carabinieri se erano contenti delle "due sorprese" lasciate a Firenze. La chiamata non è partita, ma è stata riferita ai militari dalla testimone alla quale aveva preso il telefono. In un paese dell'entroterra livornese ha sostituito le targhe della sua auto con quelle rubate a una vettura in sosta. In tarda serata ha raggiunto Monticiano (Siena), dove ha nuovamente contattato i carabinieri, che lo hanno localizzato e arrestato mentre era nella sua auto, ferma nel paese.

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di Redazione web