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Ucciso con una coltellata durante una lite

Ucciso con una coltellata durante una lite

Piombino, tragedia al centro profughi mentre c’è la preghiera: muore pakistano, senegalese arrestato

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PIOMBINO. Una porta lasciata sbattere durante una preghiera collettiva. Un rimprovero magari esagerato, una risposta altrettanto esagerata. Motivi banali, eppure capaci di accendere una scintilla e generare una rabbia talmente cieca da arrivare a togliere una vita. È quanto è avvenuto ieri sera nell’ex scuola di Franciana, campagna di Piombino, adibita a centro di accoglienza profughi. Uno dei centri gestiti dalla Croce rossa per conto della prefettura.

Jammeh Famar (senegalese di 32 anni) ha ucciso Gujjar Muhammad Younis (36, pakistano). Lo ha ammazzato con una coltellata alle spalle, infertagli evidentemente con molta forza, capace di procurargli un’emorragia che in pochi minuti si è rivelata letale.

È avvenuto poco dopo le 19. Younis è stato subito soccorso dagli altri ospiti del centro di accoglienza, ma non c’è stato niente da fare per il pakistano. Quando sono arrivate le ambulanze e le volanti del commissariato, Younis era ormai morto. Famar era ancora lì. È stato preso, messo in macchina e portato in commissariato. Poi trasferito in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Mentre la scientifica conduceva gli accertamenti, è arrivato a Franciana anche il sostituto procuratore Antonio Di Bugno. Pochi minuti, il tempo di dare un’occhiata, rendersi conto di cosa era successo e concedere il nullaosta per la rimozione della salma. Perché non c’era alcun giallo da risolvere. Molte le testimonianze raccolte, e tutti hanno fornito la stessa versione.

Nel centro di accoglienza di Franciana ci sono cinquanta migranti richiedenti asilo. La maggior parte proviene dall’Africa, Senegal e Nigeria in particolare, una decina di profughi sono di nazionalità pakistana. Tutti arrivati coi barconi. Sia la vittima che l’aggressore erano alloggiati a Franciana da un paio di anni.Stando a quanto hanno spiegato sia i loro connazionali che gli stessi responsabili della Croce rossa, n tra i due protagonisti della tragedia non risulta che ci fosse mai stata una discussione. Fino a ieri.

Un gruppo di musulmani si era raccolto in preghiera in uno dei locali della scuola. In questo periodo stanno osservando il ramadan. Uno dei due tra Famar e Younis, non si è ben capito quale, a un certo punto si è alzato ed è uscito. La porta ha sbattuto. C’era un forte vento, quindi è possibile che sia stata una cosa del tutto involontaria. Fatto sta che l’altro gli è andato dietro e l’ha rimproverato animatamente. Ne è nata una discussione molto accesa. Finché il senegalese non ha estratto un coltello e ha colpito il pakistano alle spalle. Un coltello da cucina, ora sotto sequestro. Un coltello che non è in dotazione al centro di Franciana dove per i pasti si usano posate di plastica.

Alessandro De Gregorio

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