Il Tirreno

Toscana

Banca Etruria, tre indagati per bancarotta: c'è anche l'ex presidente

banca etruria
◗
banca etruria

L'ex capo della banca Giuseppe Fornasari ha ricevuto la perquisizione in casa della guardia di finanza

2 MINUTI DI LETTURA





AREZZO. Ci sono i primi tre indagati nel filone sulla bancarotta fraudolenta nell'ambito dell'inchiesta su Banca Etruria aperta dalla procura di Arezzo. Giovedì 23 gli uomini della Guardia di Finanza hanno effettuato tre perquisizioni, tra Arezzo e Firenze, nelle abitazioni dell'ex presidente Giuseppe Fornasari, dell'ex consigliere di amministrazione Giorgio Guerrini e del funzionario dell'istituto aretino, Paolo Luigi Fiumi, che aveva istituito la pratica per un finanziamento di oltre 20 milioni di euro alla società Privilege Yard.

Quello della bancarotta è solo l'ultimo filone dell'inchiesta sulla gestione della vecchia Banca Etruria, quella che dopo le presidenze di Fornasari e di Lorenzo Rosi, venne commissariata nel novembre 2015. Era stato proprio il commissario liquidatore, Giuseppe Santoni ad evidenziare nella relazione alla Banca d'Italia la situazione di difficolt dell'istituto e, sempre lui, aveva sottolineato una serie di finanziamenti sospetti, per oltre 100 milioni di euro, che sarebbero stati concesso "senza reali garanzie" a vari personaggi. Quello alla Privilege Yard, secondo quanto si è appreso, sarebbe stato uno di questi: la società di Civitavecchia doveva costruire yacht di lusso ma dai suoi cantieri non ne sarebbe mai uscito uno.

Di "irreversibilità dello stato di crisi", e di un "drammatico e irreversibile dissolvimento dello stato patrimoniale dell'ente", parlarono i giudici del tribunale fallimentare del tribunale di Arezzo lo scorso 11 febbraio 2016, quando dichiararono lo "stato d'insolvenza" della banca, trasmettendo gli atti all'ufficio del procuratore capo, Roberto Rossi, già titolare dell'inchiesta. Proprio Rossi, nel marzo scorso aveva chiesto e ottenuto il sequestro di una parte della liquidazione concessa all'ex dg Luca Bronchi dal consiglio di amministrazione presieduto dall'ultimo presidente dell'istituto Rosi, dove sedevano, tra gli altri, i vicepresidenti Alfredo Berni e Pierluigi Boschi, padre del ministro per le riforme Maria Elena.

Quelli arrivati adesso potrebbero essere solo i primi avvisi di garanzia: la procura starebbe infatti valutando una decina di finanziamenti, per circa 100 milioni di euro. Non è escluso che nelle prossime settimane possano esserci altre novità nel filone sulla bancarotta. Tra l'altro proprio Fornasari, imputato insieme all'ex dg Bronchi e al dirigente Davide Canestri di ostacolo alla vigilanza (il primo filone dell'inchiesta), il prossimo 13 luglio comparirà davanti al gup Anna Maria Loprete.

Novità, sempre secondo quanto si apprende in ambienti vicini agli inquirenti, sarebbero in arrivo anche sul filone della truffa, aperto dopo gli esposti presentati da numerosi (sarebbero circa 400) risparmiatori che avevano acquistato obbligazioni subordinate di Banca Etruria e che hanno perso i propri risparmi con il decreto salvabanche.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa