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Toscana

A Firenze sfila il Gay Pride della maturità - Video

di Libero Dolce e Cesare Bonifazi
A Firenze sfila il Gay Pride della maturità - Video

Firenze: tante famiglie ed esponenti della società alla prima parata gay dopo la legge sulle unioni civili

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FIRENZE. Gli anni passano per tutti e il Pride ormai è diventato maggiorenne. Ne ha fatta di strada ma è invecchiato bene: oggi è una grande famiglia allargata che tiene insieme tutti i suoi componenti in armonia. Le famiglie con i piccoli bimbi, le coppie di adolescenti per mano, le più appariscenti trans sulle scarpe con le zeppe altissime, gli impeccabili in giacca e cravatta.

Prevedevano di essere 10.000 a Firenze, quando il corteo si fa sotto il Battistero in piazza Duomo, a metà del suo percorso, un’organizzatrice dagli altoparlanti annuncia emozionata: «Siamo molti di più di quanto credevamo, siamo trentamila». Un boato, la musica che riparte e tutti si precipitano ad abbracciare il vicino o la vicina di corteo.

È il Pride del dopo Cirinnà, della battaglia vinta dal movimento per il riconoscimento delle unioni civili come legge dello stato. Una vittoria a metà, per molti, visto che tante cose, su tutte l’adozione, sono rimaste fuori dal testo e non pare rientrino tra le priorità a breve scadenza di governo e parlamento.

Per questo alcuni sono qui: l’orgoglio di esserci e la consapevolezza di un percorso davanti, di una battaglia per i diritti che non si ferma e va portata avanti. «Protetta», dice un ragazzo giovanissimo, sguardo determinato.

Chi si aspettava gli eccessi, i ballerini mezzi nudi sui carri , orde di drag queen con strass e boa di struzzo è rimasto deluso perché il fiume di persone che si è riversato per le strade del centro di Firenze era veramente tutta la società.

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Persino le anziane coppie e le signore attempate dalle finestre sventolavano le bandiere arcobaleno, simbolo della comunità Lgbti (sigla che sta per lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali, ndr). Da una finestra su via Cavour si affaccia una coppia di signori in là con gli anni. Fanno capolino timidi, ma qualcuno dal corteo li nota e li saluta. In un attimo tutti gli sguardi sono su di loro. Un sorriso sornione, l’uomo a sinistra cinge la spalla del compagno e lo bacia sulla guancia. Parte un lunghissimo applauso dal corteo.

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Le anime del movimento ci sono tutte, amalgamate senza che qualche gruppo spicchi particolarmente. I colori sono come da tradizione la cifra della manifestazione, con lo sguardo che fatica a posarsi su un gruppo che immediatamente è attratto dai coriandoli che volano sopra le teste o da una t-shirt dai colori accesi. Qualcuno si è presentato in kilt, sfidando una temperatura in crescita e finalmente in linea con le attese stagionali.

La concentrazione è prevista in piazza D’Azeglio alle 14. Tra i primi ad arrivare ci sono i papà e le mamme con le magliette rosa delle “Famiglie Arcobaleno”, l’associazione dei genitori omosessuali. Al centro della piazza c’è un’area attrezzata con i giochi per i piccini. Sono tutti lì, a inseguire un cane, a dondolare su e giù sull’altalena. Si fa fatica a credere che il termine “normalità” abbiano dovuto conquistarselo. C’è poco di meno normale di questi ragazzini con i loro genitori.

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Davanti a tutti i carri ci sono i sindaci e le autorità politiche. Sono 70 i gonfaloni dei vari comuni della regione. Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, ha scelto di omaggiare il movimento Lgbti optando per una fascia arcobaleno al posto del tricolore ufficiale. C’è il governatore della Toscana, Enrico Rossi che dice: «È una bella iniziativa, nelle quale le persone manifestano se stesse per quello che sono. Importante essere qui, una sinistra moderna sa dove deve stare».

Alla fine ha deciso di esserci anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, al centro della polemica per avere rifiutato il patrocinio del comune alla manifestazione. Oggi non vuole tornare sulla questione. «Sono qui insieme a molti assessori - ha dichiarato - anche per esprimere solidarietà e vicinanza per i fatti di Orlando».

Orlando e la strage omofoba di 49 persone uccise nella discotecaPulse, punto di riferimento della comunità gay locale, sono la nota triste di questa festa. Cartelli e adesivi ricordano le vittime, in un fiocco che lega colori arcobaleno e le stelle e strisce della bandiere americana.

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