Il dolore
Toscana pride, la coppia gay: "Per la legge non siamo due papà"
Firenze, i loro gemelli sono nati in California: «Non serve una sentenza per essere genitori»
FIRENZE. Luciano Tanganelli e Davide Sapienza stanno insieme da 13 anni e per avere un bimbo sono stati costretti a volare fino negli Stati Uniti, a San Diego. Ma il caso ha voluto che di ritorno dall’America, i figli fossero due: Andrea e Elisabetta, due gemelli eterozigoti nati settimini.
Non vogliono sentire la parola surroga: «Abbiamo scelto la gestazione per altri “equa” - racconta Luciano. «Esistono alcuni Stati, soprattutto negli Stati Uniti e nel Canada, in cui la legge impone alle donne che portano avanti la gravidanza per altri di essere economicamente autonome, in modo da non dipendere dal denaro che può arrivare dalla gestazione, e che soprattutto abbiano già dei figli: una garanzia sia per noi che per lei».
Davide, il padre biologico dei due bimbi, racconta che i bambini non sono mai stati “strappati” veramente alla donna che li ha portati in grembo: «La sentiamo molto di frequente - dice - e loro la possono vedere quando vogliono tramite Skype. Conoscono anche la nonna naturale che è molto presente. Abbiamo già in programma di farli incontrare nei prossimi anni. Non ci sembrava ancora il caso perché i bimbi sono piccoli. Ma nei prossimi mesi sorvoleranno di nuovo l’Atlantico per conoscere la loro storia».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.13688837:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/06/19/news/un-pride-maturo-in-trentamila-con-pochi-eccessi-1.13688837]]
Luciano e Davide, prima di diventare papà, e sono ormai quattro anni, hanno alle spalle un lungo percorso che li ha portati a sposarsi già due volte: «la prima - raccontano - nel 2010, quando Don Santoro delle Piagge ci ha uniti con il rito cattolico, il secondo nel 2011 a New York, come hanno fatto tanti prima di noi».
Il prossimo passo sarà l’unione civile in Italia, non appena sarà possibile. E poi il riconoscimento della paternità anche per Luciano: «In realtà siamo un po’ scoraggiati - dice - malgrado le sentenze siano abbastanza favorevoli, il percorso è molto lungo e oneroso. Non siamo sicuri di voler affrontare anche questa avventura».
Intanto devono affrontare la vita di tutti i giorni e giostrarsi tra i loro impegni lavorativi. Davide è consulente mentre Luciano è dipendente alla Samsonite, e la cura dei loro due figli: «Abbiamo una ragazza alla pari che ci aiuta come tata: la nostra è una famiglia tradizionale».
(ld - cbm)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
