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Toscana pride, la coppia lesbo: "La normalità siamo noi tre insieme"

Clara e Monica duranta la parata
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Clara e Monica duranta la parata

Firenze, Clara e Monica hanno avuto Susanna: «Vogliamo ancora la stepchild adoption»

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FIRENZE. Due anni fa è arrivato il primo fiocco rosa nella casa di Clara e Monica. La prima, 45 anni, lavora all’università di Pisa, la seconda, 46, in una ditta farmaceutica.

La piccola Susanna è stato il coronamento del loro amore che dura da 5 anni. Tutte e tre ieri hanno messo la maglietta rosa delle “Famiglie arcobaleno” e hanno sfilato al Pride perché la loro «è una famiglia che deve essere ancora riconosciuta». Anche dopo la legge Cirinnà, che regolamenta le unioni civili, la madre che non l’ha partorita continuerà comunque a non avere diritti, malgrado sia anche lei a provvedere al suo sostentamento e a metterla a dormire la sera.

«Il percorso è ancora molto lungo - dice Clara - togliere la stepchild adoption dalla legge è stato un duro colpo per tutte quelle famiglie come noi, che esistono».

Monica aveva già una bimba dal suo precedente matrimonio, quindi è stata Clara a partorire Susanna: «Di comune accordo abbiamo scelto che sarei stata io a dare alla luce nostra figlia perché non avevo provato la maternità. Quindi siamo partite per la Spagna e questo è il risultato», racconta tenendo sulle spalle Susanna che non ha occhi che per i palloncini colorati della manifestazione.

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Quella che raccontano è la storia di una famiglia normale: «La mattina dobbiamo portare la piccola al nido- dice Clara - poi ci dobbiamo organizzare per andarla a prendere. Non abbiamo mai avuto problemi, né in casa né a scuola. Mia figlia, quella che ho avuto dal mio primo matrimonio, oggi ha 21 anni e io sono sempre stata onesta con lei: le ho sempre raccontato tutto. Non è mai stata gelosa ma non la sopporta quando lei deve studiare e Susanna urla perché vuole giocare». A tenere la bimba ogni tanto ci pensano i suoceri, i genitori di Clara, che la adorano e ogni tanto la viziano.

«Ci rendiamo conto di essere fortunate - dice Monica - viviamo a Pisa che è una città molto aperta e le persone che ci circondano hanno tutte accettato il percorso che abbiamo fatto finora, compreso il mio ex marito con il quale ancora abbiamo un rapporto buono. Il risultato di questa legge ci dimostra che la società è molto più avanti di tutte le leggi: le famiglie come noi aspettano solo che i Governi abbiano più coraggio».

(ld - cbm)

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