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Toscana pride, in migliaia a Firenze tra colori e sorrisi - Video

Toscana pride, in migliaia a Firenze tra colori e sorrisi - Video

Il capoluogo toscano ospita per la prima volta l’orgoglio color Arcobaleno. Presenti numerosi sindaci con la fascia tricolore.

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FIRENZE.  I sindaci con la fascia tricolore vicino alle drag queen, il governatore della Toscana Enrico Rossi "circondato" dalle famiglie tricolore, baci lanciati dai carri verso cittadini, turisti e forze dell'ordine. E' anche questo il Toscana Pride, manifestazione per l'orgoglio e i diritti Lgbtqi (lesbiche, gay, trans, transgender, queer, intersex) che sabato pomeriggio 18 giugno ha sfilato, per la prima volta, a Firenze, nel cuore del centro storico.

Oltre 30 mila i partecipanti secondo gli organizzatori del Pride che hanno visto superate le loro più rosee aspettative. Ad aprire il corteo lo striscione degli organizzatori "Fatti di pride", gli sbandieratori di Bagno a Ripoli, e i gonfaloni dei Comuni, una settantina circa, che hanno dato il patrocinio alla iniziativa.

Molti i sindaci presenti con la fascia tricolore, così come il presidente della Regione Enrico Rossi. Presente anche il sindaco di Firenze Dario Nardella, ma senza fascia. Nardella, nonostante le polemiche dei giorni scorsi per il mancato patrocinio, ha preso parte alla manifestazione insieme a molti esponenti della sua giunta. Questo gli è valso alcune critiche e sfottò dai manifestanti che avevano cartelli con scritto "Nardella l'arcobaleno ti cancella". Il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, invece si è presentato con una fascia arcobaleno.

Ma soprattutto il Toscana Pride  è stato colori, musica, carri, pailettes, parrucche, tacchi a spillo vertiginosi, vestiti succinti, e soprattutto divertimento. In tanti, cittadini e turisti, si sono fatti coinvolgere al passaggio del corteo andando a ingrossarne le fila. Il momento più sentito è stato il passaggio a fianco del Duomo, che ha stupito e divertito i tantissimi turisti. Poi il serpentone colorato e festoso si è sciolto in piazza Indipendenza dove è stato allestito un palco per gli interventi finali. Da qui è stato chiesto un minuto di silenzio per le vittime di Orlando, seguito da un lungo applauso di tutta la piazza.

Fb Live - La partenza del corteo

Il Toscana pride, la partenza

Pubblicato da Il Tirreno su Sabato 18 giugno 2016

Fb Live - La festa

Il Toscana pride porta un rave per le strade di Firenze

Pubblicato da Il Tirreno su Sabato 18 giugno 2016

Attacco a un carro. Il carro di Azione gay e lesbica, che in mattinata era stato allestito alla limonaia di villa Strozzi per poi sfilare al Toscana Pride, è stato "aggredito" e smontato da "da esponenti di Fdi e Azione universitaria" che hanno anche lasciato sul posto uno striscione di rivendicazione, con i loro loghi, con scritto "La natura non si cambia, un figlio non si cambia". E' quanto denunciato dagli organizzatori del Toscana Pride all'inizio della manifestazione. "E' stato un atto omofobo e meschino proprio nel giorno del Pride", hanno detto gli organizzatori della manifestazione. In una nota, Azione universitaria spiega che alcuni militanti si sono recati sotto la Limonaia di Villa Strozzi, che ospita il villaggio del Toscana Pride, per fare un presidio contro le adozioni gay ma "la nostra azione dimostrativa è stata subito interrotta quando alcuni attivisti ci hanno contestato e strappato lo striscione che stavamo appendendo". Ritenevamo che oggi fosse il giorno giusto per chiedere maggiore tutela per i diritti dei fanciulli affinché non siano trattati come merce per un capriccio"

"Coloro che hanno attaccato un carro del gay pride fiorentino hanno commesso un dispetto vandalico contro la libertà di espressione", spiegano in una nota diffusa in serata Giovanni Gandolfo, coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, e Angela Sorice, presidente provinciale di Azione Universitaria Firenze, condannando l'aggressione subita dagli attivisti del Toscana Pride.

"Noi stessi siamo stati vittima di un'aggressione da parte di chi, a volto coperto e con il casco in testa, ci ha attaccato personalmente con offese e minacce, strappando lo striscione a difesa dei diritti dei figli, che stavamo attaccando al muro sotto la Limonaia di villa Strozzi e che poi è stato asportato dal muro dove si trovava". "Rispediamo le accuse che ci rivolgono di aver assaltato il carro in questione al mittente e prendiamo le distanze da tale atto. Per quanto ci riguarda la libertà di espressione è sacra e non deve essere lesa in nessun caso, per quanto ci manifestiamo contrari ai principi del gay pride", concludono Gandolfo e Sorice.
 

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