Il Tirreno

Toscana

«Vuoi la bandiera blu? Comprala da noi»

di Anna Cecchini

La Fee, che assegna il riconoscimento, impone anche l’acquisto dei suoi drappi. I costi di Bibbona e Rosignano

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CECINA. Non basta avere un mare cristallino e privo (il più possibile) di agenti inquinanti. E neppure aver dimostrato ottimi parametri di depurazione delle acque reflue o un elevato impegno nel mantenimento delle spiagge e nelle iniziative di educazione ambientale. No, per ottenere la bandiera blu i Comuni devono avere da parte anche un gruzzolo da destinare all’acquisto dei vessilli. Sì perché le bandiere, intese come pezzi di stoffa, devono essere comprate. E il fornitore ufficiale dei drappi blu su cui campeggia in bianco un cerchio con alcune onde, altro non è che la Fee (Foundation for Environmental Education). Che poi è la stessa organizzazione no profit che stabilisce, attraverso la valutazione dei parametri ambientali di un determinato territorio, a chi assegnare l’agognato stendardo, divenuto simbolo di qualità. Così i diciannove comuni toscani che per l’estate 2016 si sono aggiudicati la bandiera blu,per un totale di oltre quaranta località costiere, i drappi da esporre con orgoglio nei palazzi civici, negli uffici turistici e spesso anche nei singoli stabilimenti balneari, devono ordinarli direttamente alla Fee. Avviene così dal litorale di Massa Carrara a quello di Grosseto, passando per Viareggio, Forte dei Marmi, Livorno, Rosignano e Castagneto. Lo si legge chiaramente nelle determine emesse dai Comuni negli ultimi giorni, dopo che la Fee ha rivelato quali sono le località a cui spetta l’ambito vessillo. Quello di Bibbona, ad esempio ha stanziato un totale di 1340 euro per comprare dalla Fee 40 bandiere, così come quello di Rosignano ha previsto di spenderne 1429.

I drappi, si legge in alcuni di questi documenti, esistono di due grandezze: 150x225 centimetri quelle grandi (43,50 euro), da usare principalmente nelle sedi istituzionali, e 60x90 centimetri le altre (23,50 euro), da sistemare magari negli stabilimenti balneari. Tra l’altro l’acquisto delle bandiere è un adempimento obbligatorio, che se non effettuato può comportare addirittura il ritiro del riconoscimento. Ed è chiaro quindi che le amministrazioni, pur di non perdere quello che considerano un prestigioso premio da issare principalmente per attirare i turisti, si affrettano a prevedere impegni di spesa da migliaia di euro nei confronti della Fee, che essendo il soggetto che certifica la bandiera blu è anche l’unico che possiede il marchio originale da stampare sui vessilli.

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