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Toscana

Chi affitta più di tre case è un imprenditore turistico

Chi affitta più di tre case è un imprenditore turistico

L’annuncio dell’assessore regionale Ciuoffo: legge in vigore fra qualche mese Più chiara la distinzione tra b&b e affittacamere. Cambia il regime fiscale

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FIRENZE. Cambiamenti in arrivo per chi affitta le case ai turisti in Toscana. Con la nuova legge regionale sul turismo, adesso in fase di stesura, sarà considerato operatore del turismo, e quindi tenuto a osservare un regime di impresa e versare l'imposta di soggiorno, sia chi affitta un appartamento a scopi turistici con servizi compresi (tipo la prima colazione o il cambio di biancheria), sia chi possiede e cede in affitto più di tre immobili. Così ha spiegato ieri l'assessore toscano al turismo Stefano Ciuoffo, parlando in merito all’imposta di soggiorno a Firenze per chi affitta ai turisti attraverso piattaforme come Airbnb.

«Il Comune di Firenze sta ponendo giustamente un problema - ha spiegato - perché è ormai rilevantissimo il fenomeno della ricezione in strutture che sono fuori dalle tipologie classiche, come alberghi e agriturismi, e quindi disciplinate dalla legge regionale attualmente in vigore».

Chi ha più di tre case estive affittate dunque andrà considerato un imprenditore del turismo, e come tale dovrà scegliere tra le varie tipologie che la legge mette a disposizione. In che modo cambiano dunque gli oneri fiscali? «Diviene a tutti gli effetti attività di impresa - spiega l’assessore - e quindi soggetta agli oneri specifici». La legge attualmente, la 42 in vigore dal 2000, non era troppo esplicita nel distinguere tra affittacamere e bed and breakfast. «A questo proposito - aggiunge - nella nuova legge sarà ulteriormente chiarita la differenza».

Fino a oggi i redditi conseguiti con l’affitto occasionale di stanze o case a scopo turistico erano assoggettati a tassazione Irpef come redditi fondiari. Spiega ulteriormente Cioffo che «con la nuova legge la tassazione dipenderà dal tipo di impresa». Attualmente chi fa locazione ordinaria e gli affittacamere dal punto di vista tributario sono equiparati dalla legge e sottoposti agli stessi oneri.

Modernizzare il quadro normativo e adeguarlo a una realtà mutevole, dove piattaforme di sharing economy come Airbnb, che consentono di aggregare offerte su internet creando una rete di privati ben visibile a chi cerca una stanza fuori dal circuito alberghiero, stanno modificando gli equilibri tra privati e operatori specializzati.

Nel documento preliminare presentato alla giunta regionale lo scorso 18 aprile, tra gli obiettivi si indica la necessità di «individuare per i proprietari degli alloggi locati esclusivamente per finalità turistiche, sia il rispetto di alcune condizioni (quali il numero massimo degli alloggi da locare, assenza di fornitura di servizi minimi) sia l’obbligo di comunicazione delle caratteristiche degli alloggi e dei flussi turistici al Comune». Per fare in modo che sia più chiaro anche l’andamento dei flussi.

«Nulla vieta che soggetti gestori di un grande numero di unità immobiliari utilizzate a scopi ricettivi - continua Ciuoffo - decidano di accordarsi liberamente con il Comune e dichiarino la loro disponibilità a pagare l'imposta di soggiorno».

«Ad oggi - ha ricordato, «secondo la normativa vigente, si possono affittare anche 10 o 100 appartamenti, ma se non si offrono servizi non si è considerati operatori turistici. Questo equivoco sarà chiarito con la nuova legge».

Con il nuovo testo, che dovrebbe essere approvato nei prossimi mesi, saranno chiare anche le precondizioni strutturali per affittare. Gli impianti dovranno essere a norma, collaudati, e dovrà esserne certificata l'abitabilità.

Libero Dolce

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