Il Tirreno

Toscana

Meglio fermarsi dopo una certa età

di Rino Bucci
Meglio fermarsi dopo una certa età

Giannini: «Insegnare è duro, deve essere data la possibilità di fare altro»

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Le punizioni e le botte di Pistoia si aggiungono a quelle di Pisa, di Grosseto, di Orvieto, Faenza. E di tutte quelle aule le telecamere hanno filmato un cattivo insegnante. Di questa nuova stagione della scuola parliamo con Lamberto Giannini, insegnante di storia e filosofia, regista, consulente pedagogico e conduttore di laboratori per genitori e docenti.

Botte e offese in classe: cosa sta accadendo alla scuola?

«Chi mette le mani addosso ai bambini merita punizioni esemplari. Però smaltita la rabbia arriva l'analisi. Siamo davanti ad un fenomeno che si ripete e dobbiamo intervenire».

Per ora intervengono solo le forze dell'ordine.

«Perché viviamo in una società basata sulla logica del dominio. In cui la persona, anche l'insegnante sente di esistere imponendosi sull'altro. E la prevaricazione in una scuola materna o in un nido è perfino più semplice: schiaffi e vessazioni su chi non si difende».

Come si interviene?

«Con la formazione. Nelle materne e nei nidi abbiamo smesso di formare. Eppure fino agli anni '70 eravamo un punto di riferimento anche all'estero, basti pensare alle esperienze di Reggio Emilia, Pistoia, Livorno. Il sistema funzionava perché si investiva sulla formazione, sul vissuto. Il docente capiva se era tagliato per la professione. Poi c'era un altro aspetto: si lavorava insieme, in staff. E lo staff già di per sé è un deterrente».

Si punisce per scoraggiare i comportamenti che si credono sbagliati?

«Se reprimo un comportamento con la paura il risultato che ottengo è relativo, effimero. Al nido e alla materna deve essere costruita l'alternativa, il "perché non fai in questo modo?"».

Intanto genitori e comitati invocano le telecamere a scuola...

«Rovinano il rapporto educativo. Se avessi le telecamere in classe non sarei più la stessa persona, mi comporterei di conseguenza. La relazione deve essere libera».

In molti casi le insegnanti che vengono filmate hanno più di 50 anni. Un caso?

«Insegnare è magia ma dopo 15 anni di servizio al nido o alla materna dovrebbe essere data la possibilità di fare altro, di rifiatare. Chi ha un solo bambino sa quanto sia impegnativo gestirlo, figurarsi quando sono più di dieci».

I maltrattamenti sono stati filmati dopo una denuncia. Cosa è accaduto al rapporto scuola-famiglia?

«Si è rotto perché ormai di scuola si parla in termini negativi. Sono anni che il rapporto non funziona e la colpa va ricercata nella svalutazione dell'istituzione. Se non si investe in qualità va a finire che l'utenza non si fida più. Mi spiego: 40 anni fa i docenti godevano di un certo prestigio oggi i genitori ti guardano, scuotono la testa e pensano che ti sia andata proprio male. Siamo in un'emergenza pedagogica».

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