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Danno erariale, indagine a Firenze

Danno erariale, indagine a Firenze

La Corte dei Conti chiede alla procura di quantificare l’importo

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FIRENZE. I sindacalisti sono fuori dal processo. Per gli altri dipendenti la Corte dei Conti chiede alla Procura di quantificare meglio il danno erariale (potenziale). Prima di andare a sentenza, la magistratura contabile vuole capire quanti milioni di euro sono stati versati «a pioggia e quindi «senza merito» nelle tasche di vari dipendenti del Comune di Firenze. Anche negli anni in cui sindaco era l’attuale premier, Matteo Renzi.

La questione è delicata, perché secondo la Procura della Corte dei Conti, a un gruppo di dipendenti (da cui devono essere esclusi 14 sindacalisti) sarebbero stati versati negli anni quasi 50 milioni di “premi” e incentivi non dovuti. I legali dei dipendenti (personale non dirigenziale) sostengono che il danno erariale non sia contestabile anche perché determinato in modo vago. L’esatto contrario di quanto prevede la disciplina dei procedimenti contabili. La corte che sta seguendo il procedimento - per il quale in avvio erano stati citati 25 dipendenti del Comune di Firenze - concorda con la difesa in alcune richieste: sostiene di non aver giurisdizione a giudicare i dipendenti che hanno anche il ruolo di sindacalisti. E conviene sulla necessità di «acquisire più puntuale determinazione del danno erariale azionato, attesa la non esaustiva contestazione, anche sotto il profilo della percentuale di responsabilità».

Con questa premessa, con sentenza parziale pubblicata pochi giorni fa, la Corte dei conti ordina alla Procura la «corretta individuazione e quantificazione delle poste di danno relative alla erogazione delle progressioni economiche orizzontali (Peo) 2007 (sotto la giunta Domenici) tenendo conto della decorrenza del termine di prescrizione accolto dalla Procura». Analoga richiesta viene formulata anche per le progressioni orizzontali del 2008 e 2009; dei fondi «per lo sviluppo delle risorse umane e della professionalità» per il 2010 e 2011 e delle erogazioni delle progressioni orizzontali per il triennio 2010-2012.

Questa verifica deve essere effettuata entro 180 giorni dalla sentenza che - precisa la Corte - non rappresenta la decisione di aderire al «vizio di inammissibilità della citazione con conseguente nullità di tutta l’azione erariale».In sostanza, il collegio si riserva di decidere sulla materia una volta che la Procura avrà quantificato con esattezza a quanto potrebbe ammontare il danno erariale conseguente alla contestazioni mosse: «Irregolare finanziamento del fondo per le politiche di sviluppo delle risorse umane e della professionalità; attribuzione di progressioni economiche orizzontali senza l’applicazione di criteri selettivi e meritocratici; erogazione di compensi legati alla produttività senza l’applicazione di criteri selettivi e meritocratici; erogazione di indennità e compensi in violazione di regole, dei limiti e dei presupposti previsti dai contratti collettivi nazionali».

In origine, la Procura della Corte dei conti aveva contestato per il 2005-2007 un danno erariale un «illegittimo pagamento» di quasi 4,7 milioni; per il 2008-2009 di oltre 18 milioni e per il 2010-2011 di circa 26 milioni. Ma viste le riserve e l’impossibilità di procedere nei confronti dei dipendenti sindacalisti la Procura deve rivedere le cifre. (i.b.)

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