Sicurezza
Caldo eccessivo? «Stop per i lavoratori esposti»
Il consiglio regionale approva all’unanimità una mozione in vista dell’estate Riguarda agricoltura ed edilizia. Ora la giunta dovrà trovare gli strumenti
FIRENZE. Ora che l’estate è alle porte si può morire anche di caldo al lavoro. Un colpo di sole, un collasso cardiocircolatorio e può accadere l’irreparabile. Come nel caso del 36enne Alessandro Barsottelli che nel caldo torrido dell’agosto 2015 stava lavorando sopra un ponteggio sulle colline di Camaiore e morì colpito da un malore. A volte nemmeno i fisici allenati e resistenti alla fatica possono bastare per lavorare all’aperto.
Vale per gli operai nei cantieri edili e stradali, per gli agricoltori e gli addetti alla raccolta della frutta e della verdura nei campi, mentre nelle città sono a rischio i vigili urbani. Complessivamente sono almeno oltre 50mila i lavoratori interessati di cui 20mila nell’agricoltura e 30mila nei cantieri. Per questo il consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione di Sì Toscana a Sinistra per mobilitare Arpat e i dipartimenti prevenzione delle 3 mega-Asl contro il caldo killer nei campi e nei cantieri. Ora è la giunta Rossi che deve mettere in pratica la mozione. Spiega il capogruppo Tommaso Fattori: «Chiediamo all’assessore alla Sanità Saccardi che attivi il monitoraggio dell’Arpat e delle 3 Asl toscane sulla temperatura, l’umidità e le condizioni di lavoro nei campi e nei cantieri che sono particolarmente esposti al sole. Qualora venga segnalato il pericolo di gran caldo deve scattare l’allerta e la Regione dovrà mandare una direttiva tramite le Asl che bloccherà il lavoro nei cantieri e nei campi dove la potenza dei raggi del sole mettono più a rischio la salute dei lavoratori». Secondo la mozione del consiglio regionale si dovranno utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per vietare il lavoro all’aperto oltre mezzogiorno e, comunque, intervenire affinché sia attuata una programmazione oraria nelle ore con temperature più favorevoli, preferendo l’orario mattutino. Tutta questa tipologia di rischio è già contemplata nel Testo unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori (D.Lgs. 81/2008), ma spesso le prescrizioni sono inapplicate. E poi chi andrà a fare i controlli nei campi e nei cantieri? La giunta dovrebbe mettere allo studio non solo le direttive da spedire alle imprese tramite le Asl, ma anche i finanziamenti per mandare sul posto gli ispettori del Pisll (Prevenzione igiene e sicurezza luoghi di lavoro). «Un bel problema - dice Fattori - che non mi sembra di facile soluzione. I tagli degli ultimi anni hanno diminuito del 20-30% il personale a disposizione per la vigilanza, mentre inizialmente era stato annunciato che il 2% dei finanziamenti alla sanità sarebbero stati destinati proprio al Pisll. Io ancora non li vedo».
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