La manifestazione
«Una ripresina ma non basta»
Il direttore Irpet: «Non si vive solo di export» Nel 2015 la regione è cresciuta dell’1,1%
FIRENZE. «Nel 2015 c'è stata una ripresa leggera ma insoddisfacente. Non si può vivere di solo export», il direttore dell’Irpet Stefano Casini Benvenuti va dritto al punto. L’occasione è la presentazione del Consuntivo 2015 all’auditorium Sant’Apollonia. Bene che la Toscana sia cresciuta del 1,1% sullo 0,8 italiano. Segnale positivo che l’occupazione segni una crescita di 23mila unità, un balzo in avanti che recupera quasi completamente il gap che si era venuto a creare dal 2008, anno di inizio della crisi, a oggi. «E sono posti di lavoro, quasi tutti a tempo indeterminato, creati grazie agli sgravi fiscali e al Jobs Act del governo, che vengono dai settori dell'industria e dei servizi», spiega Benvenuti. Ma se le esportazioni hanno visto un boom del 30% durante la crisi, è vero anche che l’economia è rallentata di 5 punti nello stesso periodo. La Toscana dunque non può rimanere tutta proiettata verso l’export. E c’è qualcosa che non va se i consumi interni boccheggiano. «In realtà qualcosa si sta muovendo - spiega il direttore Irpet -. Le famiglie toscane hanno ripreso a comprare beni durevoli: la macchina, la lavatrice». Dunque niente allungamento delle rate del mutuo in banca e il turismo in salsa italiana ha ripreso lentamente a girare. Ma la Toscana non riesce ancora a rialzare la testa come si deve. È il motore degli investimenti, sia pubblici che privati, che non gira come dovrebbe. Lo dice il responsabile dell’ufficio studi di Unioncamere Toscana Riccardo Perugi: «In questi ultimi anni gli investimenti sono crollati anche del 30-40 per cento». Lo ribadisce il presidente della Regione Enrico Rossi che riaccende il faro sulla costa e sul meridione. «Lo ripeterò fino alla noia. Sul litorale abbiamo bisogno di una Tirrenica a quattro corsie e di treni che vadano almeno a velocità se non possono andare ad alta velocità. Sono contento che il ministro delle Infrastrutture Delrio abbia fatto un'operazione di pulizia, ma entro settembre aspettiamo risposte certe per lo sblocco della Tirrenica». Ci sono altri temi caldi sulla costa: Massa Carrara, Grosseto, Livorno. Il 23 giugno si riunirà al ministero dello Sviluppo economico il tavolo per la riqualificazione e la riconversione dell'area di Massa Carrara. Dice Rossi: «Chiederemo al governo di mettere in campo interventi a sostegno del rilancio produttivo e occupazionale del territorio apuano, che si aggiungano a quelli già attivati dalla Regione: dal bando per i lavori di pubblica utilità a quello per le attività di formazione a quello, imminente, per gli incentivi all'occupazione». Su Livorno pare che qualche imprenditore abbia manifestato l’intenzione di ricominciare a investire. Mentre per Grosseto la Regione chiederà il riconoscimento di area di crisi complessa. «Di solo turismo, e questo vale come discorso generale, si vive male. Occorre trasformare la provincia di Grosseto nel polo logistico dei prodotti agricoli toscani». Che prenderebbero la Tirrenica direzione Milano e Roma e della Grosseto-Siena.
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