Trasporti
Cinghiali, nuova legge a rilento
L’allarme della Coldiretti: «Gravi danni alle colture e sempre meno controlli»
Gli agricoltori della Coldiretti non chiedono espressamente di imbracciare la doppietta, ma oltre all'alto numero di cinghiali che sta devastando campi di grano e vigneti, il problema per migliaia di aziende agricole è il muro di gomma che gli agricoltori affrontano quando denunciano i continui danni causati dagli ungulati.
Il problema, per la Coldiretti, è innanzitutto la carenza di controlli. Nei primi 5 mesi del 2015, gli interventi di controllo per allontanare gli ungulati dalle aree coltivate tra Firenze e Prato, a seguito di segnalazioni di agricoltori, erano già un centinaio, quest'anno siamo a zero. Per quanto riguarda le altre province: a Pisa sono stati autorizzati 100 controlli, Livorno 21, Siena 18, Pistoia 3, Massa Carrara 2, Grosseto 2, Lucca e Arezzo 0. Pochi segnala la Coldiretti. L'attività di controllo andrebbe moltiplicata per evitare che l'agricoltura, ora nel periodo di maturazione delle piante, subisca danni gravissimi.
Ma che fine ha fatto la legge regionale anti-ungulati approvata nel febbraio scorso? Risponde il capo segreteria dell'assessorato all'agricoltura e alla caccia della Regione, Diego Santi: «Entro due settimane dovremmo sbloccare le 10.000 abilitazioni per la caccia di selezione. Mentre stiamo facendo gli accordi con le polizie provinciali per poter mettere in atto le attività di controllo». Gli uffici dell'assessorato comunque cercano di affrontare l'emergenza segnalata dalla Coldiretti con l'emanazione dei decreti. Serviranno all'allontamento dei cinghiali, anche con l'autorizzazione agli agricoltori a imbracciare il fucile. Le aziende agricole che hanno ricevuto l'autorizzazione a difendersi dalle devastazioni degli ungulati si trovano in alcune zone di Pisa, Livorno, Semproniano (Grosseto), Pistoia, Siena. Qualcosa dunque si muove, ma con grossa fatica. «Stiamo proseguendo nell'attuazione della legge anti-ungulati – spiega Santi - manteniamo i contatti con tutte le associazioni di categorie, gli agricoltori, i cacciatori e le Atc, ma la cosa più complicata è fare il passaggio di competenze dalle Province alla Regione». (s.b.)
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