Il Tirreno

Toscana

Emergenza migranti, in ogni provincia subito 70 persone

di Ilaria Bonuccelli
Emergenza migranti, in ogni provincia subito 70 persone

La disposizione lanciata da tutte le prefetture per fare fronte ai 13.000 sbarchi in pochi giorni. Saranno coinvolti anche i Comuni che finora non hanno accolto profughi

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Settanta migranti per provincia. Da piazzare subito e dove c’è posto. Non c’è da guardare troppo per il sottile. Con quasi 13.000 persone sbarcate in pochi giorni, è emergenza. Da Bolzano in giù a tutte le prefetture d’Italia è arrivata la stessa comunicazione, conferma Matteo Biffoni, sindaco di Prato che per l’Anci è anche il delegato all’immigrazione. Certo a Prato (a Montemurlo, per l’esattezza) l’arrivo in blocco di 45 profughi rende la situazione esplosiva. Ma il rischio è che tutta la Toscana si trasformi in una polveriera. Soprattutto alla vigilia delle elezioni.

Domenica, infatti, si vota per rinnovare vari sindaci. E l’occasione di sfruttare la rabbia anti-migranti è forte. Cascina (dove si vota) insegna, con la protesta improvvisata davanti al municipio. I mal di pancia, però, non si sentono solo dove la destra è più organizzata. E questo perché in Toscana - l’hanno fatto presente sia l’Anci che la Regione - ci sono 70-80 Comuni che ancora non hanno accolto neppure un migrante. Considerando l’indice di accoglienza fissato dal ministero dell’Interno (un migrante ogni 600 residenti) se tutti questi Comuni aprissero le porte, la Toscana avrebbe la possibilità di ospitare da 2700 a 3000 persone senza gravare sui Comuni già saturi. Come quelli del Pratese, ad esempio.

Considerando anche i Comuni “sotto quota” (con meno migranti di quelli assegnati) la Toscana ha ancora un certo margine di movimento. Lo conferma Giancarlo Lunardi, sindaco di Vecchiano: «Da noi in questo momento ci sono una dozzina di migranti nella zona di Migliarino. Ma con un piccolo sforzo potremmo ospitarne ancora altri. Abbiamo di recente segnalato la disponibilità di un edificio della Provincia che potrebbe essere utilizzato per l’accoglienza. E forse anche qualche altro spazio si potrebbe trovare».

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La disponibilità, dunque, non manca. Anche se non è proprio di tutti i Comuni. Non ancora, al momento. Ma su questo argomento, sia l’Anci che la Regione sono stati chiari:anche gli enti riottosi dovranno accettare la loro quota di migranti. «E se continueranno a giustificarsi con la mancanza di immobili - fa presente l’assessore regionale all’Immigrazione, Vittorio Bugli - dovranno iniziare a indicare aree pubbliche dove sia possibile montare tende o prefabbricati per sistemare, in modo temporaneo, alcune persone». Del resto, in emergenza ci sono da prendere in considerazione anche soluzioni di emergenza. E, secondo quanto dichiarato dal sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione, in questi ultimi giorni «in Italia abbiamo assistito a un’anomala concentrazione di sbarchi».

«È per questo - sottolinea Biffoni - che le prefetture, in tutta Italia, e non solo a Prato o a Pisa, hanno avuto l’ordine di distribuire 70 migranti a provincia. La sistemazione di queste ore è stata decisa sull’onda della necessità; nei prossimi giorni, con calma, si valuterà anche la redistribuzione delle persone, secondo criteri di proporzionalità». In modo da placare gli animi anche in comuni come Montemurlo dove il sindaco annuncia che valuterà l’idoneità igienico-sanitaria della villa scelta per sistemare i migranti spediti dalla prefettura. Soprattutto quando zone come l’isola d’Elba ancora non ospitano neppure un profugo. Lo conferma Lorenzo Lambardi, sindaco di Campo nell’Elba: «In un primo momento la prefettura di Livorno ci ha spiegato che tutte le isole minori sono state escluse dalla ripartizione dei migranti per problemi logistici.

Ma di recente, il prefetto Costantino ci ha confermato che anche noi dovremo confrontarci con la questione. E lo trovo giusto, a differenza di altri miei colleghi elbani». Infatti, l’anno scorso il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, aveva proposto di creare una colonia per migranti a Pianosa. «Ma lì mancano perfino fogne e acqua corrente; una proposta - commenta Lambardi - irricevibile. Ma soluzioni ne esistono. Noi, ad esempio, non abbiamo immobili comunali da mettere a disposizione. Però, sappiamo che è possibile sottoscrivere convenzioni con associazioni, con la Chiesa e perfino con strutture alberghiere. Mi fanno sorridere i sindaci che dicono che i migranti provocherebbe danni d’immagine all’Elba: sembra che non vedano tutti gli immigrati che fanno i venditori abusivi sulle nostre spiagge durante la stagione».

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