Il Tirreno

Toscana

Sicurezza, le Fs devono adeguarsi

Stop incidenti: Digifema ordina interventi ai passaggi a livello e nelle stazioni

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VIAREGGIO. Il solito “treno in transito, allontanarsi dalla linea gialla” d’ora in poi non basterà più. Ferrovie dovranno «inserire strisce luminose o luci (eventualmente unite ad un avvisatore acustico) in corrispondenza delle linea gialla di banchina» che «preavvisino l’arrivo del treno sui binari prospicienti». Altri Stati in Europa lo hanno fatto ed è arrivato il momento che anche l’Italia si attrezzi per impedire con tutta la tecnica possibile l’attraversamento dei binari e dei passaggi a livello. Parola della Direzione generale per le investigazioni ferroviarie e marittime (Digifema) del ministero dei trasporti. Che ha svolto un’indagine sui troppi investimenti lungo i binari d’Italia, emettendo dodici raccomandazioni per la maggior parte rivolte al gestore dell’infrastruttura (Rete ferroviaria italiana) e alle imprese ferroviarie (per Fs, Trenitalia). All’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf) il compito di trasmetterle ai destinatari e vigilare affinché vi sia dato seguito.

La relazione attraversa l’Italia, Toscana compresa. La raccomandazione numero 7 è per la stazione di Montecatini Terme che troppi incidenti ha visto «causati dalla presenza di estranei nella sede ferroviaria in prossimità dei passaggi a livello». Rfi dovrà adoperarsi per «la modifica dei passaggi a livello esistenti, dotando le barriere mobili di idonei dispostivi atti ad impedire il passaggio dei pedoni sotto le aste abbassate. Ed eliminando eventuali varchi laterali». Inoltre, andrà reso «impraticabile l’accesso diretto dai passaggi a livello non di stazione ad altre aree ferroviarie, ampliando o modificando le barriere ed i parapetti, oppure installando pannelli a terra del tipo antisconfinamento».

Ancora Toscana nelle troppe tragedie rilevate da gennaio 2014 a marzo 2015 nella stazione di Torre del Lago e sulla tratta Torre del Lago-Pisa. La raccomandazione è che Rfi «si attivi con specifici interventi, anche infrastrutturali, per impedire alle persone non autorizzate sia l'accesso alla tratta, sia l’attraversamento dei binari nella stazione di Torre del Lago».

Un’altra delle questioni è l’affollamento delle banchine. Ferrovie sono chiamate ad affrontarla con le amministrazioni locali: «Valutando la possibilità di regolamentare, in determinati periodi, giorni e ore dell’anno, l’affluenza nelle stazioni e gli accessi diretti in banchina». Fino a «valutare di sopprimere la fermata nelle situazioni di sovraffollamento».

Sicurezza anche a bordo. Attraverso la sorveglianza a bordo, con la necessità di «prescrivere alle imprese ferroviarie l’attrezzaggio con telecamere frontali a bordo» e di «adoperarsi a livello comunitario affinché venga recepito nelle specifiche tecniche di interoperabilità l’attrezzaggio» con le stesse telecamere.

Nel lavoro della Digifema (direttore generale è Fabio Croccolo) una raccomandazione vale più di tutte: quella relativa alla necessità di «effettuare preliminarmente l’analisi e la valutazione delle criticità relative ai passaggi a livello» così da «realizzare una mappatura di quelli ad elevata probabilità di investimento di persone» e «prevedere l’adozione di idonee misure di sicurezza preventive per incidere sulla frequenza dell’evento pericoloso, riducendone la probabilità di accadimento». Si chiama analisi dei rischi ed è tema centrale del processo in corso per il disastro ferroviario di sette anni fa a Viareggio: trentadue morti.

Donatella Francesconi

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