Il Tirreno

Toscana

Dalla Liguria a Capalbio in sella a una bicicletta

di Enrico Paradisi

Firmati ieri a Livorno i protocolli d’intesa con le province della costa toscana Un unico itinerario di quasi 300 chilometri, in gran parte già percorribile

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. In sella alla bicicletta dalla Liguria a Capalbio, attraversando le zone costiere più belle e suggestive della Toscana: è la ciclopista Tirrenica. Un tracciato principale di 291,8 chilometri (diventano 546 se si considerano i collegamenti previsti anche con porti e stazioni ferroviarie) che attraversa 5 province, Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto, oltre 30 comuni, alcuni siti archeologici e 4 parchi: San Rossore, arcipelago Toscano, Val di Cornia e Alberese. Sarà un percorso cicloturistico, che utilizzerà in parte strade già esistenti, a bassa intensità di traffico, mentre per il resto si tratterà di una vera e propria ciclopista. All’altezza di Pisa il tracciato costiero si connetterà poi con la ciclopista dell'Arno, creando così una rete ciclabile che incrocia i due assi, finendo così per allacciare alla linea costiera anche Firenze e Arezzo. Lo studio di fattibilità della Regione prevede un costo complessivo di circa 40 milioni, ma con la metà dell’investimento si riuscirebbe a realizzare un itinerario “già spendibile”. Prioritari sono gli interventi sulla segnalazione dei tratti esistenti e la risoluzione dei punti di criticità. Almeno il 78% del percorso, in linea di massima già individuato, è infatti esistente e percorribile, il 19% dovrà essere adeguato con aggiustamenti e allargamenti di ponti, il restante si dovrà realizzare ex novo.

Alcuni punti critici sono stati risolti, come il nodo del passaggio a livello del Calabrone, tra Livorno e Pisa, per il quale è stato trovato recentemente un accordo sulla riapertura che consentirà nuovamente il transito delle biciclette, o in via di definizione come quello del ponte sull’Ombrone, che è in fase di appalto con un investimento di 1,3 milioni del Comune di Grosseto e un contributo di 500mila dalla Regione. Un territorio di grandissimo valore ambientale, storico e paesaggistico che va da Marinella di Sarzana, dal torrente Parmignola al confine con la Liguria, fino al fiume Chiarone sul confine con il Lazio. Ieri, nella Sala del Mare del Museo di Villa Henderson di Livorno sono stati firmati dall’assessore regionale ai Trasporti e mobilità Vincenzo Ceccarelli due protocolli di intesa con i rappresentanti di tutti gli enti coinvolti: uno relativo al territorio della provincia di Livorno, l’altro per quelle di Massa Carrara, Lucca e Pisa. Un’analoga intesa era stata siglata invece a marzo con la Provincia di Grosseto, i comuni e il Parco Regionale della Maremma. In pratica i protocolli riguardano la realizzazione di una cabina di regia tecnica che sovrintenderà alla vera e propria progettazione del tracciato, e che si occuperà di coordinare gli interventi, manutenzione e cartellonistica omogenea, e intercettare investimenti sia regionali che europei, garantendo una unica supervisione di tutta l’opera.

Con la firma di ieri si conclude insomma un iter, frutto di un lavoro cominciato nel 2012, e si gettano le basi per la realizzazione concreta dell’opera. «Il sindaco Filippeschi ha parlato di progetto in grado di cambiare la Toscana - ha detto l’assessore Ceccarelli - io dico che è un progetto in grado di migliorarla. È un tracciato molto attrattivo che attraversa territori bellissimi, capace di creare sviluppo per il cicloturismo, un turismo destagionalizzante che porterà benefici anche di carattere economico. L’idea è quella di promuovere la bicicletta in tutti i suoi aspetti, da strumento di aggregazione e di buona pratica per la salute, ad attrazione turistica».

Tra i vari comuni, Livorno, oltre ad essere il più grande attraversato dalla pista è quello che ha il tratto urbano più esteso interessato dal progetto. In pratica la ciclabile passa da nord a sud tutta la città: «Questo è un buon punto di partenza - ha spiegato l’assessore alla Mobilità del Comune di Livorno Giuseppe Vece - poi la Regione coordinerà la partecipazione ai bandi, e se riusciamo a ottenere finanziamenti, si parte. Il tracciato a Livorno coprirebbe il 60% del territorio comunale: fino al Maroccone c’è un progetto preliminare, mentre tra Maroccone e Quercianella sarà fatto uno studio di fattibilità, anche se l'ideale sarebbe ultimare il “lotto Zero” e liberare così il Romito». Anche tra gli amministratori della Val di Cornia c’è grande apprezzamento per un’opera che va a completare tutti i lavori che singolarmente ogni realtà aveva messo in campo nel tempo per sviluppare il cicloturismo. «Sono convinto che sia un progetto in grado di creare dinamiche positive per un turismo che è a dimensione ideale dei nostri parchi e che renderà ancor più attrattivi i nostri territori», ha aggiunto con soddisfazione Francesco Ghizzani, presidente dei parchi della Val di Cornia. In linea con gli obiettivi prioritari della Regione sull’integrazione “intermodale”, che sul tema di un itinerario turistico ciclabile sta partecipando come capofila ad un progetto transfrontaliero da 6 milioni di euro, è prevista inoltre l’interconnessione della ciclopista con le stazioni ferroviarie (supportata dai protocolli regionali che favoriscono il trasporto delle biciclette sui treni) e in ultimo il collegamento fondamentale con i porti, i porti turistici e con le isole, tant’è che tra i firmatari ci sono anche i comuni dell’isola d'Elba.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa