Sicurezza
Niente soldi a chi lavora con i caporali
FIRENZE. Escludere dai contributi regionali le aziende agricole che hanno riportato sentenze definitive di condanna in violazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori o per l’utilizzo di...
FIRENZE. Escludere dai contributi regionali le aziende agricole che hanno riportato sentenze definitive di condanna in violazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori o per l’utilizzo di lavoratori non regolari. Dopo l’inchiesta della procura di Prato, il governatore Rossi chiama di nuovo in causa gli imprenditori per sconfiggere il caporalato: ha incaricato gli uffici regionali di elaborare una proposta di modifica del programma di sviluppo rurale 2014-2020. La modifica dovrà essere discussa con la Commissione europea e dovrà essere consultato anche il Comitato di sorveglianza. Solo dopo aver ricevuto il via libera, potrà essere applicata. «Il caporalato un problema e va aggredito con decisione - sottolinea Rossi -. La proposta di legge Martina presentata dal governo nazionale sicuramente un passo in avanti, inasprisce le pene per i “caporali” e prevede la confisca dei loro beni, ma per combattere seriamente il caporalato si devono chiamare in causa gli imprenditori agricoli».
Secondo i rapporti Agromafie, in Toscana la quota di irregolarità in agricoltura si aggira intorno al 14,7 per cento, l’indice più basso d'Italia dopo il Trentino- Alto Adige.
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