La manifestazione
Scuola-lavoro attivati 20 stage
Il patto tra il Miur e le imprese di Confindustria Per gli studenti di 6 istituti 400 ore di pratica
FIRENZE. Prendi uno studente di 16 anni che frequenta la classe terza di un istituto tecnico e mandalo a farsi le ossa in un’azienda del territorio con 400 ore di formazione professionale spalmate in tre anni fino alla maturità. Quando avrà concluso il percorso di studi ottenendo il classico diploma, dagli anche un certificato di competenze che dimostri che è diventato capace di montare una macchina industriale o a mettere insieme i fili elettrici per il cablaggio.
È questa la scommessa per offrire ai giovani una carta in più da giocarsi poi fuori dalle classi, nel mondo reale. R sta tutta nell’alternanza scuola-lavoro messa nero su bianco dalla legge 107, approvata lo scorso anno dal governo. Con la firma di ieri nelle stanze di Confindustria alla presenza del sottosegretario al Miur Gabriele Toccafondi, la piana fiorentina diventa il laboratorio nazionale di un patto scuola-impresa metalmeccanica che porta all’inserimento in percorsi di alternanza venti studenti di sei istituti superiori - l’Itis Tullio Buzzi di Prato, l’Itis Antonio Meucci di Firenze, l’Isis Leonardo Da Vinci di Firenze, l’Itt Sarrocchi di Siena, l’Istituto Professionale Chino Chini di Borgo San Lorenzo (Fi) e l’Itt Balducci di Pontassieve (Fi) - che inizieranno un cammino di formazione professionale in otto aziende del territorio: Ge Oil & Gas Nuovo Pignone, GKN, Fasep 2000, Knorr-Bremse, OCEM, TecnoSystem, K-Array, Pear. Che sono le prime otto imprese metalmeccaniche di Confindustria Firenze che aderiscono al progetto. Ma l’accordo è dinamico: altre aziende potranno aderire.
I profili richiesti sono: addetto al montaggio macchine e gruppi meccanici, addetto macchine utensili, elettricisti cablatori, settore audio, progettista in attrezzature speciali, programmatore di software e web mastering.
Ma sarà bene restare comunque con i piedi per terra. Non è detto, infatti, che lo studente 18enne, arrivato alla fine del percorso di formazione e ottenuto il certificato di competenza, trovi subito un posto di lavoro in azienda, magari proprio dove ha fatto la formazione. Comunque quell’azienda avrà una forte propensione ad assumerlo se avrà dimostrato non solo di essersi conquistato il certificato di competenze, ma anche di essere diventato in gamba per quel lavoro.
Il presidente della Sezione Metalmeccanica di Confindustria Firenze Alfredo Coltelli si dice soddisfatto: «Scuola e impresa stanno finalmente parlando un linguaggio comune; il protocollo dimostra che è possibile creare una cultura di impresa già sui banchi di scuola». È dello stesso avviso il sottosegretario al Miur Gabriele Toccafondi, che sottolinea: «Questo è un accordo positivo perché si pone due obiettivi importanti per la crescita dei ragazzi: le competenze ed un reale allineamento tra domanda e offerta. La scuola è sì conoscenza, ma a questa vanno affiancate le competenze fondamentali per il futuro dei ragazzi».
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