Il Tirreno

Toscana

Le anomalie del "porta a porta": quando "il manager si sente un messia"

La testimonianza di un giovane: "Non c'era un orario di lavoro, né un compenso fisso. E se facevi quattro contratti suonavi la campana"

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FIRENZE. «Ho fatto il porta a porta anche sotto la neve. Un giorno ricordo di essermi anche fatto male, ma il mio “trainer”, così si chiamano i superiori, si preoccupava solo di quante case riuscivamo a visitare. Non c’era un vero e proprio orario di lavoro. Ricordo anche che una ragazza fu licenziata su due piedi perché era malata. La giornata iniziava alle 8 e finiva alle 21. Il manager si faceva attendere fino 8.20 ed entrava con la sua aria da messia, come se fosse Gesù. Poi partiva la musica a palla: noi dovevamo urlare le presentazioni che avremmo fatto con i clienti in strada, c’era un vero e proprio vademecum».

Davide Righi non ha solo risposto ad un annuncio di lavoro ingannevole. Ha lavorato per poco quasi un mese in un’azienda di Osmannoro, alle porte di Firenze, che reclutava personale in questo modo. Aveva lasciato il suo posto da operaio per aprire un’attività che non ha reso secondo le aspettative. E per chi supera i 40, in Italia, non è facile rimettersi in gioco. Ricorda ancora di essere stato reclutato per un volantinaggio. Ma le mansioni erano ben altre. «Con la voce dovevamo superare il frastuono della musica - prosegue Davide -, quando facevamo le presentazioni. E dovevamo essere convinti. Poi il manager urlava “Buongiorno Firenze” e tutti noi dovevamo strillare. Ci mettevamo tutti in cerchio e lui iniziava a raccontare le sue parabole sul successo, che oggi ho rimosso».

Davide ricorda un particolare: insieme a lui selezionarono anche un ragazzo senegalese che non parlava una parola d’italiano. Quando capì che si trattava di un porta a porta, sconsolato, abbandonò. Ricorda che un lituano provò quella via, ma davanti ai clienti, per problemi linguistici, balbettava. Interessante è anche l’aspetto contrattuale: «Un fisso vero non c’era. Se non facevi 40 contratti al mese - sottolinea - guadagnavi zero. Altrimenti 500 euro. Poi mano a mano si guadagnava di più, con 40 contratti alla settimana 1.200 euro. Il mio trainer guadagnava bene. Se facevi 4 attivazioni in un giorno ti facevano suonare una campana. Se ne facevi sei una campana più grande, chiamata "campanaccio"». (a.s.)

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