Attenzione
Lavoro anomalo e Cgil: l’alleanza “#bastabidoni”
Alcuni giovani delusi da offerte-civetta hanno creato una pagina Facebook che segnala tutte le proposte di lavoro che non corrispondono all’annuncio. Ora la Cgil raccoglie la loro denuncia
LIVORNO. La Cgil si muove contro le offerte di lavoro ingannevoli. Giovedì 19 maggio alle 11 e 30 il Nidil, la categoria dei lavoratori “atipici”, e il Servizio di orientamento al lavoro (Sol) hanno tenuto a Livorno una conferenza stampa per denunciare il fenomeno, ormai diffuso sull’intero territorio toscano. Per inquadrarlo ha partecipato alla conferenza Margherita Bernardi, responsabile del servizio Sol della Cgil Toscana, insieme a Denis San Martino, segretario generale della Nidil Livorno e Giulia Biagetti, responsabile del Sol.
Il sindacato ha raccolto la sfida lanciata dalle denunce degli utenti di Lavoro Anomalo, la pagina Facebook che, al grido di #bastabidoni, ha censito negli ultimi anni, con uno speciale focus sui territori toscani, tutte le offerte di lavoro che non corrispondono all’annuncio. Ma oggi “Lavoro Anomalo” è di più: fornisce ai disoccupati dei consigli per trovare le offerte di lavoro migliori, i corsi di formazione gratuiti. Spesso denuncia anche le condizioni di sfruttamento di alcuni lavoratori assunti tramite voucher e degli stagisti del progetto Garanzia giovani. È diventata una comunità che cammina sulle sue gambe.
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«Ho aperto la pagina Facebook cinque anni fa - spiega uno dei webmaster -, quando ero alla ricerca del lavoro e spulciando i portali Internet, ho notato che ancora, come 10 anni prima, erano infestati da questo tipo di offerte. Ormai sono 15 anni che non mi presento più a colloqui del genere, gli annunci li riconosco al volo. L’ultima volta che ci sono andato era tanto tempo fa, quando non si occupavano neanche del settore dell’energia, ma trattavano elettrostimolatori o roba del genere». Il fondatore di “Lavoro anomalo” spiega di non essere stato convinto da un’inserzione o da un’esperienza in particolare a iniziare la sua attività. «Ti dico la verità - sottolinea - : mi sento di dover aiutare una generazione che va dai 17 ai 30 anni, soprattutto, che di lavoro non sa nulla e crede anche agli asini che volano. A scuola non parlano mai di queste tematiche, purtroppo. L’annuncio non lo riconosci se non vivi nel mondo reale, basta guardare le retribuzioni che sono sparate all’interno delle inserzioni per rendersi conto si tratta di cose impossibili».
Ci sono poi dei metodi per individuare questi annunci che, nel tempo, la pagina ha cercato di insegnare ai suoi utenti. Proprio la stessa arena online, il Web, su cui proliferano le offerte ingannevoli, offre agli utenti gli strumenti per difendersi. Sul sito dell’Agenzia delle entrate è possibile verificare le partite Iva - che alcuni portali di annuncio obbligano a inserire nell’annuncio - delle aziende. Un’operazione che permette di risalire al nome esatto, da copia-incollare all’interno del sito del “Registro delle imprese”, dove è possibile verificare di cosa si occupa l’azienda. Così da evitare i viaggi a vuoto per le inserzioni ingannevoli.
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«Le istituzioni purtroppo non si interessano a queste cose - spiega ancora uno dei gestori di Lavoro anomalo - ci sentiamo un po’ soli. Ma abbiamo costretto i signori che mettono questi annunci a cambiare tattica: ora cercano di mettere sempre più inserzioni anonime, magari rubando le partite Iva a terzi, comunicano per telefono l’indirizzo solo poche ore prima che avvenga l’incontro. Spesso al telefono ti comunicano una via sbagliata e, quando li richiami per sapere dov’è l’ufficio, ti dicono quella giusta. Così l’aspirante lavoratore non riconosce le sedi che abbiamo censito sulla nostra pagina Facebook».
Lavoro anomalo, nonostante abbia subìto diverse minacce per la sua attività, non si è mai lasciato intimidire. Il Tirreno aveva già scritto dei messaggi minatori, ricevuti dal fondatore del servizio. «Rispetto a quando ci siamo sentiti l'ultima volta - spiega - ho fatto una denuncia contro ignoti, ho subito un attacco finto-hacker quando era stata aperta la pagina contro Lavoro anomalo, ma minacce di quelle pesanti come un tempo ora non arrivano più. Il cane sciolto si trova sempre, ma ormai ci siamo fatti il pelo sullo stomaco. Ora se la prendono di più le persone che segnalano, i nostri utenti: gli scrivono di togliere le loro testimonianze se non vogliono essere denunciati. Ma si tratta di finti avvocati che ci scrivono tramite Facebook».
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