Toscana
Alla ricerca di un esilio dorato: pensionati in fuga dall'Italia
Sono 40.000 i toscani emigrati. Con l’assegno qui vivono a malapena e allora se ne vanno. Tra le mete più ricercate Portogallo, Canarie e Romania: meno tasse, pensione accreditata al lordo, costo della vita più basso
Recidere le radici non è facile. Così, a staccare il biglietto di sola andata è quasi sempre chi non ha più nulla da perdere. C’è il pensionato che riesce a mettere insieme a fatica il pranzo con la cena, l’ex direttore di azienda che fugge dal suo sogno imprenditoriale sgretolato, il vedovo che non parla più con i figli e la coppia che sogna di svernare qualche anno al sole del Portogallo, le Cayman della terza età. È in costante aumento il numero dei toscani che decidono di trascorrere gli anni della pensione all’estero, sotto l’ombrello di agevolazioni fiscali che l’Italia non ha saputo garantire.
Le aziende di viaggi che offrono pacchetti all inclusive e pianificano le fughe parlano di «un dieci per cento di richieste dal Granducato» mentre gli ultimi dati Inps (il rapporto World Wide) ci dicono che sono oltre 400mila i connazionali che percepiscono un assegno all’estero. Allora basta una divisione per aver un’idea di quanto questo fenomeno sociale pesi sulla nostra regione. Oltre i confini del Belpaese ci sono tra i 35mila e i 40mila toscani che hanno detto addio a casa, parenti, amici, tramonti, abitudini o animali. Forse con rabbia ma senza voltarsi. È come se l'intera città di Piombino fosse sparita di colpo.
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LE FUGHE. Lo avevamo incontrato a novembre 2011. Dalla cassetta della posta aveva pescato una cartella esattoriale per un omesso pagamento dell’Ilor, una tassa che non esisteva più da chissà quando. Avrebbe dovuto versarla nel 1986 e non avendolo fatto, il Fisco - che ha memoria d’elefante - lo aveva richiamato davanti alla Commissione tributaria regionale. Masticando rabbia disse: «Qui non si può più vivere, sono stanco. Sbrigo tutte le pratiche e me ne vado a Tenerife». Sembrava la frase di un uomo in preda allo sconforto. Peccato che dopo qualche mese e a 70 anni suonati, Andrea Menchi si chiuse davvero la porta di casa dietro le spalle, salutò La California di Bibbona, e con moglie e figli al seguito prese un aereo per l’isola spagnola. Adios Italia.
LE AGENZIE. Come Menchi partono in molti, sennò non si spiegherebbe il fiorire delle agenzie di viaggio che pianificano gli addii, preparano i documenti, forniscono consulenza, cercano agenti sul posto e offrono «viaggi studio», di prova da una settimana. «Perché indietro non si torna - spiega Carlo Quipotti dell’agenzia “Nuova vita” - e quindi prima di lasciare tutto è meglio conoscere quello che sarà il nostro Paese per sempre». La crisi morde, la pressione fiscale stritola e quindi - sebbene “Nuova vita” abbia solo cinque mesi - la casella mail di Quipotti è piena di richieste, dubbi, pratiche da evadere. «Oltre cento coppie sono già volate via, un dieci per cento circa dei contatti viene dalla Toscana, il resto lo fa il nord Italia - spiega il titolare dell’agenzia - proprio questa mattina (martedì 17 maggio, ndr) ero al telefono con Annamaria, una donna di Siena che a luglio andrà a scoprire come si vive in Spagna».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.13496689:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/05/18/news/l-ex-operaio-emigrato-in-romania-qui-con-1-200-euro-si-riesce-a-vivere-1.13496689]]LE DESTINAZIONI. Tenerife ma anche il Portogallo o la Bulgaria. «La crisi ha cambiato tutto - spiega Quipotti - così i pensionati che non ce la fanno decidono di spostarsi dove il regime fiscale non li stritola. Ma c’è anche un altro fenomeno che stiamo osservando: gran parte delle coppie si informa già prima della pensione magari lascia la casa ai figli e se ne va all’estero quando l’Inps inizia a pagare». Magari in Bulgaria, il regno del low cost, dove un mese in un tre vani da settanta metri quadrati non costa più di 200 euro al mese.
«Se invece si vuole optare per una destinazione più sicura la migliore è il Portogallo», spiega Quipotti. Il paese del Fado si è trasformato nelle Cayman della terza età. Perché? L'Inps eroga la pensione non al netto ma al lordo. E così, Corrado, ex professionista grossetano in pensione ha fatto due conti e ha scritto a “Vita nuova”. Lui è già allo step due: di ritorno dal viaggio studio. «La legge portoghese - ci dice - mi consente di percepire la pensione al lordo ma soprattutto esentasse per dieci anni: con quello che risparmierò in due lustri la casa a Lisbona ce la compro davvero».
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