Il Tirreno

Toscana

Era morto da un mese e nessuno se n’era accorto

di Francesco Albonetti e Francesca Vattiata

Montemurlo, l’epilogo tragico di una storia di solitudine Il corpo di Alessio, 36 anni, è stato scoperto dalla mamma allertata dai vicini

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MONTEMURLO. L'ha trovato la madre in casa allertata dai vicini che sentivano cattivo odore uscire dall'appartamento. Il corpo era in avanzato stato di decomposizione quando la donna e i primi soccorritori, un'ambulanza della Misericordia, sono entrati nell'appartamento al terzo piano di una palazzina di via Alessandria, a Montemurlo. Da un po' di tempo Alessio Marseglia, 36 anni, disoccupato, non frequentava i parenti. In base ad una prima valutazione la morte dovrebbe risalire a 20-30 giorni fa. L'uomo sembrerebbe morto per cause naturali, ne sono quasi convinti gli inquirenti, ma mancano ancora le conferme. Da un primo controllo nell’appartamento da parte dei carabinieri della stazione di Montemurlo e del comando di Prato, sembrano improbabili sia il suicidio che la morte violenta. Il medico legale dovrà valutare con attenzione il corpo durante l'autopsia disposta dal sostituto procuratore Antonio Sangermano.

A dare l'allarme è stata la vicina di pianerottolo che, trasferitasi con la famiglia negli appartamenti del condominio popolare al numero 8 di via Alessandra solo da una quindicina di giorni, sentiva il telefono di Alessio Marseglia squillare a vuoto. Poi quell'odore nauseabondo proveniente dalla casa dell'uomo ha convinto la vicina ad avvisare la mamma, che abita nella stessa zona di Montemurlo, ma in un'altra via. La donna ieri mattina intorno alle 9 è andata a verificare di persona. Ha provato a suonare il campanello ma il figlio non rispondeva. Poi con le chiavi ha aperto la porta dell'appartamento e si è subito trovata di fronte ad una scena che non avrebbe mai voluto vedere: il figlio era sdraiato per terra supino, riverso sul pavimento.

Dalla ricostruzione dei carabinieri, chiamati subito sul posto, è molto probabile che l'uomo sia caduto in avanti subito dopo essersi sentito male. Dalle testimonianze raccolte dai carabinieri, confermate anche da alcuni residenti di via Alessandria, Alessio Marseglia aveva avuto una discussione con la mamma e i familiari e non era la prima volta. Anche in altre occasioni la mamma e i fratelli, in seguito a litigi, non lo avevano visto e frequentato per lunghi periodi. Questo nonostante due dei tre fratelli, di cui Alessio era il terzogenito, abitino nella stessa palazzina. A realizzarne una parte era stata l'impresa edile del padre, Raffaele Marseglia, morto dieci anni fa in circostanze singolari: restò soffocato da un boccone mentre mangiava un panino. Una tragedia che ha segnato la vita della famiglia e di Alessio Marseglia. Un dramma della solitudine che avviene a pochi giorni di distanza dal ritrovamento senza vita di due coniugi di Poggio a Caiano, Grazia Spessato e Lucio Leonelli, la cui morte è stata fatta risalire ai primi di marzo. In quella circostanza è stato accertato che si trattava di un omicidio-suicidio, confermato non solo dalla pistola calibro 7,65 impugnata dall’uomo, ma soprattutto dal biglietto di scuse trovato accanto al letto.

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