Finanza
Incidente mortale, finisce in carcere
Ubriaco alla guida travolse un’auto uccidendo due persone, condannato a 6 anni col rito abbreviato
LIVORNO. Nel novembre 2013 - era la notte di Halloween - investì un’auto ed uccise due persone ferendone altre tre: era alla guida ubriaco e fu subito arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio colposo plurimo e, appunto, guida in stato di ebbrezza. Tornato in libertà, Nelo Casangiu - romeno di 41 anni - è stato processato e condannato.
Una pena pesante quella emessa dal tribunale nei suoi confronti tanto che, ieri mattina, i carabinieri hanno suonato alla porta della sua abitazione a Collesalvetti notificandogli un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Livorno visto che deve scontare - per quella vicenda - una pena residua di 6 anni e 8 mesi. Quindi il camionista romeno ieri sera è stato nuovamente arrestato e trasferito in carcere dai carabinieri.
A Nelu Casangiu, nel frattempo, gli era già stata tolta la patente e non poteva più guidare alcun veicolo. L’ultima volta che si è messo al volante resterà - dunque - la drammatica notte del primo novembre 2013: in via delle Sorgenti era al volante di una Volvo S60 grigio metallizzata con un tasso alcolemico che sfiorava i 3 grammi per litro (2.67 per essere più precisi). «Doveva essere a un passo dal coma etilico», era stato detto dai medici che lo avevano visitato dopo lo schianto.
È in quelle condizioni che il 41enne aveva speronato l’auto che percorreva via delle Sorgenti in senso opposto al suo, provocando la morte di due delle cinque persone a bordo di una Ford Focus station wagon: insieme stavano tornando a casa a Livorno dopo aver trascorso la serata in un locale dalle parti di Nugola con un altro gruppo di amici che li seguivano su un’altra auto. L’auto dei livornesi fu letteralmente scaraventata fuori dalla carreggiata. Maurizio Labruzzo e Isanella Rossi, 63 e 65 anni morirono praticamente sul colpo in seguito al violento impatto, Paolo Martolini e sua cognata Gabriella, rispettivamente marito e moglie delle due vittime, rimasero invece gravemente feriti come l’amica delle due coppie Lidia Doveri.
L'accusa nei confronti del 41enne era quella di omicidio colposo plurimo aggravato e guida in stato di ebbrezza. Il giudice del tribunale di Livorno, Antonio Pirato, lo ha condannato a 6 anni di reclusione, un anno di arresto per la guida in stato di ebbrezza, oltre alla revoca della patente e la confisca dell’auto. Una sentenza pesante visto che l’imputato aveva ottenuto il rito abbreviato (con sconto di pena) e soprattutto che all’epoca non esisteva ancora il reato di omicidio stradale. E per quanto riguarda almeno la nostra zona, è uno dei primi casi in cui una condanna per omicidio colposo viene scontata in carcere. La sentenza del giudice Pirato, peraltro, ha accolto in pieno le richieste del pubblico ministero Massimo Mannucci che in aula aveva sostituito il titolare dell'inchiesta, il collega Daniele Rosa. Oltre alla condanna a 7 anni di reclusione (6 più uno di arresto), il giudice aveva anche disposto un risarcimento danni nei confronti dei parenti delle due vittime che si sono costituite parte civile nel processo. La cifra complessiva fissata sfiorava i 400mila euro.
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