Il Tirreno

Toscana

Consorzi di bonifica, «illegittimi i contributi»

M5S all’attacco: la riclassificazione degli immobili non è mai stata fatta e la tariffa non è dovuta. La replica: ci siamo mossi sui dati vecchi, potevamo farlo

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FIRENZE. «I contributi richiesti ai cittadini sono illegittimi. Non hanno alcuna giustificazione. Migliaia di persone stanno ricevendo i bollettini da pagare dei Consorzi di bonifica Costa e Medio Valdarno, ma sarebbero autorizzati a farlo solo se avessero consegnato alla giunta regionale i piani di classifica degli immobili. Qui invece non c'è niente e il presidente Rossi ci deve spiegare non solo il mancato rispetto della sua legge, ma pure perché non manda il commissario in questi consorzi visto che i 180 giorni dal loro insediamento sono abbondantemente passati e il tempo per consegnare i piani è scaduto». Il dito puntato contro il presidente della Regione Toscana è quello del consigliere del Movimento 5 Stelle Giacomo Giannarelli. Il mancato rispetto della legge regionale 79 del 2012 sarebbe imputabile direttamente a Rossi che se ne starebbe con le mani in mano invece di prendere i provvedimenti contro i Consorzi di bonifica che non fanno il loro dovere. Ovvero: classificare gli immobili in base al rischio idraulico, stabilire il beneficio diretto o indiretto di un contributo, e solo dopo decidere la quota da chiedere al cittadino. Non solo. «La cosa è ancora più paradossale - continua il consigliere pentastellato - se si pensa che i cittadini del Medio Valdarno (che comprende un'area che va dall'Ombrone pistoiese fino a San Gimignano toccando a Ovest Gambassi Terme e Volterra) si sono visti quasi raddoppiare la tariffa: da 28 a 41 euro». Ma con quale giustificazione visto che i piani di classifica non sono stati rinnovati? «L'aumento del contributo lo abbiamo deciso in base ai piani di classifica vecchi, ma in mancanza di quelli nuovi lo abbiamo fatto legittimamente» risponde sicuro il presidente del Consorzio di bonifica Medio Valdarno nonché referente regionale di tutti i 6 consorzi, Marco Bottino. «I costi sono lievitati anche perché abbiamo dovuto armonizzare le procedure di invio dei pagamenti. Per fare un esempio: ora non mandiamo più tre lettere con il bollettino alle tre case di proprietà della stessa persona, ma una sola lettera al proprietario». E se da una parte si risparmia sulla spedizione, dall’altro va considerata la spesa iniziale per riorganizzare tutta la procedura. Ma insomma: quando arriveranno i nuovi piani di classifica degli immobili? «Entro la fine di quest'anno - assicura Bottino - ma forse i grillini non sanno che sono molto complessi da elaborare. E' dal 2014 che ci stiamo lavorando assieme ai dipartimenti Ingegneria e Idraulica del Sant'Anna di Pisa e dell'Università di Firenze. Dobbiamo mappare tutti i 35mila chilometri del reticolo idraulico che attraversano la nostra regione. Ce ne vuole di tempo». Spiegazioni che non fanno retrocedere di un passo Giannarelli. «E' chiaro che ci sono troppe cose che non tornano. Possibile che ci vogliano 2 anni per fare un nuovo piano di classifica degli immobili? Il contributo, dice la legge, va giustificato e i 180 giorni non sono stati rispettati. In realtà manca la trasparenza degli atti. Noi avevamo chiesto di inviare insieme al contributo di bonifica una lettera con i giustificativi di spesa, ma il Pd ci ha bocciato la proposta. A loro questa idea di spiegare bene ai cittadini sulla base di quale beneficio pagano un contributo, piaceva poco evidentemente".

Samuele Bartolini

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