Finanza
Pd: le visite private vanno riformate
L’idea è di comprare ore intramoenia con i fondi regionali Non passa la linea di Rossi sulla cancellazione della pratica
FIRENZE. Abolire l’extramoenia, ma tutelare e modificare il “dentro le mura”. Le linee di indirizzo sulle politiche per la salute della direzione regionale Pd non ricalcano le posizioni che il governatore Rossi aveva espresso sul rapporto pubblico-privato nella sanità.
Il presidente, nel mese di marzo, aveva descritto l’intramoenia - la possibilità di fare visite private all’interno delle strutture pubbliche - come «fonte di disuguaglianza e corruzione», in un post su Facebook che aveva rivendicato la necessità di abolire la pratica e scatenato le ire dei renziani. Oggi, però, il panorama sembra mutato. «Anche Rossi ha condiviso l’ipotesi di acquistare con dei fondi regionali parte delle ore intramoenia», spiega il consigliere Pd Antonio Mazzeo.
Il documento che esce fuori dalla direzione regionale Pd, insomma, è frutto di una sintesi tra indirizzi diversi. «Vogliamo tutelare e modificare l’intramoenia - spiega Stefano Scaramelli, presidente della commissione Sanità in Consiglio regionale - faremo in modo che i cittadini non debbano pagarlo e che le liste d’attesa siano accettabili. L’obiettivo è di far sì che in un mese si possa fare qualsiasi tipo di visita». È evidente che, però, in una simile prospettiva, i prezzi delle visite intramoenia dovrebbero essere rivisti: oggi alcuni professionisti decuplicano il loro stipendio pubblico con le visite private.
Se sull’intramoenia il progetto è di riforma, per quanto riguarda l’extramoenia - la possibilità per i medici di avere uno studio privato e di lavorare al contempo nella sanità pubblica - la linea è netta: «Va superato», spiega Scaramelli e sancisce la direzione regionale.
Ma il documento non si limita al rapporto tra intra ed extramoenia. Parla di un accentramento dei servizi nelle zone distretto all’interno delle aziende di area vasta, dove il cittadino deve trovare tutto. E di farmacie e studi dei medici di famiglia da utilizzare come Cup. Per quanto riguarda le visite convenzionate, spiega Scaramelli: «Bisogna mettere in discussione quelle esistenti e organizzarne di nuove. Noi rivendichiamo con forza la funzione pubblica della sanità. La convenzione è una rincorsa che il pubblico fa, significa che non riesce a garantire un servizio».
(and. s.)
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