Il Tirreno

Toscana

Nella guerra dei bus il Tar dà ragione al colosso francese

di Samuele Bartolini

FIRENZE. Primo round ad Autolinee Toscane nella guerra legale esplosa sul trasporto pubblico locale in tutta la Toscana. Il Tar boccia la richiesta di Mobit di sospendere l’affidamento della gara da...

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Primo round ad Autolinee Toscane nella guerra legale esplosa sul trasporto pubblico locale in tutta la Toscana. Il Tar boccia la richiesta di Mobit di sospendere l’affidamento della gara da 4 miliardi alla società fiorentina Autolinee Toscane, controllata dal colosso francese della mobilità Ratp.

Per le aziende toscane (consorziate in Mobit) che ancora gestiscono i bus urbani ed extraurbani, l’unica speranza di sconfiggere i francesi, a questo punto resta l’udienza di merito del 21 settembre. Anche se le motivazioni dell’ordinanza che respinge la sospensiva non lasciano grandi speranze.

Secondo i giudici del Tar, infatti, in primo luogo la Regione non sta esercitando alcuna coercizione nei confronti di Mobit nel passaggio di consegne ad Autolinee Toscane delle aziende degli autobus regionali. Secondo: fino al giorno della stipula del contratto definitivo a settembre, Autolinee deve avere tutto il tempo di verificare la situazione dei bus e del personale di guida, mentre Mobit ha tutto il diritto di tenersi stretti i segreti industriali su come gestisce le aziende.

Una decisione pesante per Mobit che con ogni probabilità rinuncerà ad impugnare l'ordinanza del Tar. Anche se una finestra sul Consiglio di Stato il presidente Andrea Zavanella se la vuole tenere aperta: «Non abbiamo ancora deciso con i nostri legali come muoverci; dobbiamo studiare la carte e ci sono ancora 30 giorni di tempo per impugnare l'ordinanza». Ma sembra più probabile che i legali si concentreranno sull’udienza di merito, per provare a non perdere l’appalto da 4 miliardi per 11 anni di servizio.

Di sicuro ora dovrà cambiare l’atteggiamento delle società di Mobit verso i vincitori ella gara. Infatti, il presidente di Autolinee Bruno Lombardi insiste: «La decisione del Tar mette la parola fine al boicottaggio delle aziende riunite in Mobit e con un mese di ritardo, i sopralluoghi potranno svolgersi». Non sembra dello stesso avviso Zavanella. Finora quasi tutti i cancelli delle aziende di Mobit sono rimasti chiusi. Gli operatori di Autolinee non hanno potuto verificare la stato degli autobus. E l'impressione è che i cancelli rimarranno chiusi. «Il cronoprogramma lo dobbiamo decidere noi. Autolinee ci deve comprare a scatola chiusa - dice Zavanella - le perizie sul valore dei beni sono già state fatte e non possiamo stare a discutere su cosa vendere e cosa no». Autolinee replica ricordando l’obbligo di garantire le ispezioni: «Se i giorni fissati non tornano, possono fornirci alternative. Ma le alternative, sollecitate anche dalla Regione, non ce le hanno mai proposte». L'assessore regionale ai Trasporti, Vincenzo Ceccarelli getta acqua sul fuoco: «Ora ci aspettiamo che tutte le parti in causa vorranno applicare l'ordinanza del giudice con il massimo rispetto dei principi di leale collaborazione e buona fede. Questo non solo per lealtà verso la Regione, ma soprattutto verso le centinaia di migliaia di utenti quotidiani del trasporto pubblico».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa