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Buste arancioni, il pensionamento arriva col postino - Video
Sorpresa e rabbia: l’Inps scrive a un cittadino su otto e calcola la data per le pensioni di vecchiaia e per quella anticipata
Di proteste vere e proprie, ancora agli sportelli toscani dell’Inps non ne sono arrivate. «È troppo presto», ammettono dall’Istituto di previdenza. Il recapito delle buste arancioni con il calcolo della pensione - più che altro una previsione in base alla retribuzione e alle leggi attuali - è appena iniziato. Qualche migliaia di lettere consegnate, anche se alla fine dell’anno, in Toscana ne dovrebbero arrivare circa 500mila se saranno rispettate le previsioni: oltre il 7% del totale da distribuire in Italia, 7 milioni più o meno.
VIDEO La barista racconta la sua busta arancione - Il testo prosegue dopo le immagini
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BUSTA A UN TOSCANO SU OTTO
Nei prossimi 6 mesi, dunque, un toscano su otto è destinato a ricevere la lettera dell’Inps. La lettera arancione, di ispirazione svedese: il colore deve evitare che la comunicazione si smarrisca o si confonda con il resto della corrispondenza. Di sicuro, l’arancione salta agli occhi. E anche il contenuto, visto che nella maggior parte dei casi contiene notizie choc: l’anno della pensione di vecchiaia spesso supera il 2040; quella anticipata (ex di anzianità) non si ferma molto prima. Del resto, in questo momento, per riuscire a riscuotere la pensione anticipata - ricorda l’Inps - bisogna aver versato 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.
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LA BUSTA A CHI NON HA IL PIN
Ma a chi è destinata la busta arancione?
La comunicazione con la simulazione della pensione - spiega l’Inps - viene inviata a tutti quei contribuenti, fra i 23 milioni iscritti all’Istituto di previdenza, che ancora non abbiano il Pin (codice) per accedere ai servizi on line e calcolarsi da soli quando e quanto riscuoteranno di pensione. La busta arancione, dunque, è destinata a tutte le persone senza Pin che siano iscritte al fondo pensioni lavoratori dipendenti; alla gestione speciale artigiani; alla gestione speciale commercianti; alla gestione speciale coltivatori diretti, coloni, mezzadri; alla gestione separata (ad esempio i consiglieri regionali) e, dal 2016, anche agli iscritti ai fondi speciali di previdenza e alla gestione dei dipendenti pubblici.
QUANDO VADO IN PENSIONE
Il contenuto della lettera arancione è semplice e articolato nello stesso tempo. Contiene la proiezione dell’anno di uscita con pensione di vecchiaia (in base al requisito dell’età) oppure con pensione anticipata (in base agli anni di contributi versati, sommati all’età anagrafica). «Il calcolo - spiegano all’Inps - in questo caso non può essere precisissimo. È piuttosto una proiezione che tiene conto della retribuzione attuale, oltre che di un adeguamento probabile del costo della vita nei prossimi anni. Inoltre il calcolo si base sulle leggi attuali».
Errori, dunque, sono possibili. Soprattutto considerando che le lettere da spedire sono 7 milioni e i dati da trattare sono molti i più. Perciò i contribuenti sono invitati a esaminare la propria posizione con attenzione e a segnalare all’istituto eventuali inesattezze.
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CALCOLI PIÙ PRECISI COL PIN
Per garantirsi calcoli più attendibili, meno approssimativi, c’è un modo: dotarsi del Pin. Anche chi riceve la lettera arancione può farlo. La lettera non è alternativa al codice. Anzi è un sollecito a ottenerlo dall’Inps.
Con il codice, infatti, si accede al servizio “La mia pensione” attivo già da tempo nel quale l’utente può inserire i propri dati e formulare ipotesi di pensionamento molto più dettagliate. E quindi verosimili. Ad esempio - spiega l’Inps - il lavoratore può formulare la previsione tenendo conto di un aumento di stipendio che sa che arriverà con una promozione «mentre le nostre proiezioni tengono conto solo dell’adeguamento standard degli stipendi al costo della vita».
COME OTTENERE IL PIN
Fra l’altro - assicura Inps - ottenere il Pin non è affatto complicato.
Il primo Pin viene inviato dall’Inps per metà (8 cifre) via posta elettronica o per sms: deve essere richiesto collegandosi, ovviamente, al sito dell’Istituto oppure tramite il contact center (al numero 803164 gratis da telefono fisso o 06/164164 a pagamento da cellulare). L’altra metà viene spedita per posta dall’Inps: quando l’utente è in possesso di tutte e 16 le cifre, di nuovo si collega con il sito dell’istituto. Inserisce il proprio codice fiscale e il Pin da 16 cifre e ne ottiene uno nuovo da 8 che si deve stampare: è quello che dovrà usare.
Tuttavia - fa presente l’Inps - il codice ha una validità di 6 mesi. Ogni 6 mesi si rigenera automatica. Se la persona se ne dimentica, quando va a collegarsi ai servizi dell’Istituto, il sistema glielo fornisce e può proseguire con le pratiche.
DUE PIN
Gli utenti possono richiedere due Pin a seconda delle esigenze.
Partiamo con il Pin ordinario. Avere questo codice consente di accedere, sul sito dell’Inps, al cedolino pensionistico, all’estratto conto contributivo, al simulatore per calcolare la pensione. Questo codice si ottiene sia dal sito (sezioneIl Pin on line), oppure dal contact center. Inoltre si può convertire anche in Pin “dispositivo” che consente molte più funzioni tramite sito, contact center o sede Inps.
Il Pin dispositivo consente anche di richiedere prestazioni e benefici economici (oltre a tutte le operazioni del Pin ordinario). Inoltre permette di richiedere o accedere il 730 precompilato dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Questo codice è rilasciato immediatamente dalle sedi Inps.
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