Il dolore
Colto da malore mentre protesta contro Banca Etruria
FIRENZE. Questa volta la rabbia è stata troppa. O forse la frustrazione. Neppure in teatro li hanno fatti entrare. Neanche un rappresentante. E Claudio, risparmiatore di Empoli, non ha retto. Ha...
FIRENZE. Questa volta la rabbia è stata troppa. O forse la frustrazione. Neppure in teatro li hanno fatti entrare. Neanche un rappresentante. E Claudio, risparmiatore di Empoli, non ha retto. Ha avuto un malore, proprio mentre il suo gruppo - correntisti che hanno perso i risparmi con Banca Etruria - scandivano slogan, fuori dal teatro Niccolini dove Renzi dava il via alla campagna sul referendum costituzionale: «Rimborsi totali», «Non votiamo più Pd».
«Il cuore» - si sono preoccupati gli amici. Sanno che Claudio è cardiopatico. Manifestare per conto della sorella che con Banca Etruria ci ha rimesso i risparmi non gli giova. Anche se la manifestazione è di mattina. Ma già intorno alle 10 la voce gli si rompe, avverte un dolore allo sterno mentre è circondato dalla polizia. I manifestanti chiedono a un’ambulanza di soccorrerlo. I sanitari non lo portano in ospedale, lo tengono in osservazione una quarantina di minuti, prima di lasciarlo andare. «Non fanno bene queste proteste. Neppure vedere i fedelissimi di Renzi uscire dal teatro - rincara Alessandro Giannoni, di Montecatini - e trattarci da scemi. Una signora ci ha detto sprezzante: “Io ho votato Pd. Siete voi che vi sbagliate”». Una sentenza che arriva mentre il risparmiatore empolese cerca di rimettersi in piedi. «Alla fine c’è riuscito - conferma Roberta Gaini, una delle organizzatrici del gruppo - e siamo tornati via tutti insieme. È ovvio che accadano questi episodi: siamo arrabbiati. Ci chiamano speculatori? Come si permettono? Ora siamo stanchi. E, infatti, anch’io presenterò una denuncia alla Procura contro i dipendenti della banca che ci hanno ingannati. A me ha venduto i prodotti spazzatura la direttrice della mia filiale. Ed è bene che la Finanza indaghi. Perché sia fatta giustizia. Quella degli uomini». Per quella dell’anima, c’è un’altra via. L’udienza dal Papa. Il 18 o il 25 maggio. Una storia ancora da scrivere.
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