Attenzione
Bloccato lo sbarco in Borsa della Popolare di Vicenza
Il clamoroso flop dell’aumento di capitale della Popolare di Vicenza, che ha fatto scattare il divieto alla riammissione da parte di Borsa Spa, ha letteralmente travolto il comparto di tutte le...
Il clamoroso flop dell’aumento di capitale della Popolare di Vicenza, che ha fatto scattare il divieto alla riammissione da parte di Borsa Spa, ha letteralmente travolto il comparto di tutte le banche e portato in rosso il listino di Piazza Affari (-0,97%) con l’indice dei bancari giù di oltre il 3%. Banco Popolare (-7,3%) e Bpm (-6%) sono state le più penalizzate, ma anche Mps (-5,5%) e Unicredit (-3,7%) hanno risentito del clima molto negativo.
Una situazione da vero e proprio panico ha investito soprattutto il Banco Popolare spingendo l’ad Pier Francesco Saviotti a fare dichiarazioni rassicuranti: «Perché dovremmo essere preoccupati? Abbiamo gli advisor che ci hanno coperto e abbiamo un sacco di banche che vogliono partecipare al consorzio». Le conclusioni dell’operazione di vero e proprio salvataggio della Popolare di Vicenza hanno alimentato le preoccupazioni sulle sorti dell’intero comparto. Al termine dell’offerta Borsa Spa ha rilevato che il 91,72% del capitale è in mano a «un unico soggetto» (il fondo Atlante), 10 investitori istituzionali avrebbero il 5,07% del capitale (di cui il 4,97% in mano a un unico investitore «indicato come non computabile ai fini del flottante»), il pubblico indistinto avrebbe avuto lo 0,36% e gli azionisti preesistenti il 2,86%.
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