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Toscana

Renzi lancia la sfida del referendum: "Ho bisogno di voi per 10.000 comitati"

L'intervento di Matteo Renzi a Firenze
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L'intervento di Matteo Renzi a Firenze

Da Firenze ribadisce che sulle riforme costituzionali si gioca tutto: "Se perdo vado a casa. Ma dal risultato dipende soprattutto il futuro dell'Italia"

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FIRENZE. Il premier Matteo Renzi sceglie la "sua" Firenze  per lanciare la grande offensiva sul referendum costituzionale in autunno, la sfida su cui ha deciso di giocarsi l'osso del collo. L'appuntamento era al Teatro Niccolini recentemente restaurato e riaperto. Il teatro era gremito, molte persone sono rimaste fuori. Le parole di Renzi sono risuonate come un appello alla sua gente. "Ho bisogno di voi - ha detto il presidente del consiglio - 10.000 comitati in tutta Italia, composti da un minimo di 10 a un massimo di 50 persone. Daremo vita a una gigantesca campagna casa per casa, porta per porta, per vedere se gli italiani vogliono entrare nel futuro a testa alta. Scegliamo di andare a vedere se gli italiani stanno con noi o no. Questo è un bivio. Questo è quello che ci attende nei prossimi cinque mesi. Girerò come un globetrottrer, gireremo come matti".

"Io non mi risparmio", ha aggiunto Renzi ribadendo che se dovesse perdere al referendum costituzionale andrebbe a casa: "La rottamazione non vale solo quando si voleva noi.  Se non riesco vado a casa".

"Ma noi vinceremo il referendum sulle riforme costituzionali, ne sono certo - ha subito aggiunto - Io sono in prima fila perché si capisca che da questa sfida dipende il futuro delle nostre istituzioni".

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"L'Italia è cambiata". Renzi ha rivendicato, com'era ovvio, i meriti del suo governo. "Sono già passati due anni: non si può non raccontare la verità. Due anni fa l'Italia era incastrata, in costante depressione politica. Ora le riforme hanno iniziato a realizzarsi. Il lavoro di questi due anni ha prodotto un cambiamento radicale ma la sfida più grande inizia adesso".

La riforma del Senato. Poi è entrato su alcuni aspetti specifici del referendum. "Con il referendum un presidente della regione non guadagnerà più del presidente del Consiglio - ha detto Renzi - Ma neanche più del presidente degli Stati Uniti... Certo non si fanno le riforme per questo ma comunque.... Tutte queste cose determineranno divisione tra l'Italia che dice sì e l'Italia che sa dire solo no". E tornando sulla riforma del Senato, secondo il premier bisogna rendere merito ai "senatori del Pd hanno fatto come i tacchini che inneggiano alla festa del Ringraziamento: un grande segnale di una classe politica che è disposta a rinunciare a qualcosa. Aspetto lo facciano anche i sindacati, gli imprenditori...".

Perché da Firenze? Renzi ha spiegato tra il serio e il faceto come il lancio della campagna referendaria da Firenze fosse legato a un motivo "pratico": ""Sono qui perch Abe, il premier giapponese, mi ha detto 'almeno invitami una volta dopo avermi parlato di Firenze 10 volte'. E io lo vedrò tra poco". Nell'attesa "avevamo due ore libere....".

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La questione delle banche. Il premier è tornato anche sulla questione delle banche, mentre fuori dal Teatro Niccolini un gruppo di risparmiatori lo contestava con cartelli e slogan (un anziano è stato anche colto da malore e soccorso). "Quella delle banche è una questione molto semplice: noi sappiamo che il governo ha risolto il problema dei correntisti che altrimenti per responsabilità di altri sarebbero saltati in aria. Il governo si  è preoccupato anche di dare una mano agli obbligazionisti subordinati grazie anche al lavoro dell'Unione europea. Non è un loro diritto, è un nostro tentativo di aiutare delle persone che si sono trovate in difficoltà ma che hanno comunque fatto degli investimenti che non erano degli investimenti sul conto corrente tradizionale, cioè non è che prendevano lo 0,5 o l'1%, avevano dei ritorni importanti".

"Noi tuttavia abbiamo messo dei denari per dare una mano anche a loro. Poi che come sempre ci siano le proteste del movimento per la casa o di altri, sarei quasi rimasto male che non ci fossero state", ha aggiunto sorridendo prima di lasciare il teatro dopo aver salutato molti dei presenti ed essersi concesso a numerosi selfie.

VIDEO - LA CONTESTAZIONE DEI RISPARMIATORI DI BANCA ETRURIA

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Il ricordo di Paolo Poli. "Quando un teatro riapre, le emozioni più belle di una città trovano il luogo per ridare a loro una residenza. E' sempre una cosa importante". Lo ha detto il presidente ricordando che il Teatro Niccolini era stato chiuso 20 anni e che solo recentemente è stato riaperto con un'inaugurazione a gennaio che ha avuto per protagonista Paolo Paoli, "un grande attore fiorentino, anche controverso, ma grande", ha aggiunto Renzi al quale la platea ha fatto eco con un lungo applauso.

L'incontro con il premier giapponese Abe. Renzi ha poi incontrato a Palazzo Vecchio il primo ministro del Giappone Shinzo Abe.  "Con il Giappone c'è una partnership a 360 gradi - ha commentato l premier -  Con Abe abbiamo discusso anche degli investimenti in Italia a cominciare da quello di Hitachi, delle cooperazioni e collaborazioni aperte", nonché  "delle opportunità che si aprono di scambi economici", ma anche di scambi culturali. Il 150° anniversario della firma del trattato tra Italia e Giappone, lo festeggiamo con grandi mostre in Italia e in Giappone". Renzi ha poi accompagnato Abe a visitare gli Uffizi e il Corridoio Vasariano, accompagnati dalle mogli.

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