Il Tirreno

Toscana

Morta a 17 anni falciata da un'auto: no al patteggiamento

di Lara Loreti
Sara Milo
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Sara Milo

La ragazza fu uccisa a Marina di Castagneto da un'auto guidata da un uomo positivo all'alcol test

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LIVORNO. Nessun patteggiamento per l’uomo che era alla guida dell’auto che travolse e uccise Sara Milo. Al volante, la notte dello scorso 31 luglio a Marina di Castagneto (Livorno), c’era Lorenzo Pacchini, 37 anni di Donoratico, risultato positivo all’alcol test. Studentessa di Firenze, Sara aveva 17 anni e l’estate passata era in vacanza con i suoi amici quando è stata investita alle spalle dalla vettura. Giovedì 28, in tribunale a Livorno s’è svolta l’udienza preliminare del processo per omicidio colposo. I genitori di Sara non erano presenti: «Non se la sentono - dice l’avvocato di famiglia, Guido Mainetti - resistere per loro è straziante. E non c’è cura».

La legale di Pacchini, Patrizia Fulceri, per il suo cliente aveva chiesto il patteggiamento: con il pm aveva concordato una pena di un anno e dieci mesi. Ma il giudice Antonio Del Forno ha rigettato la richiesta, ritenendo la pena non adeguata alla gravità del fatto. E ha rinviato tutto all’11 maggio, quando, davanti a un nuovo giudice, Beatrice Dani, si deciderà sul proseguimento del processo: in dibattimento con rito tradizionale oppure giudizio con l’abbreviato.

In quell’incidente, Sara ha perso la vita, un’altra ragazza è rimasta ferita, e il conducente è risultato positivo all’alcol test, con un tasso compreso tra 0.80 e 1.5 grammi di alcol per litro di sangue. Il no del giudice Del Forno al patteggiamento viene fuori in un momento in cui in Italia sta emergendo sempre di più una sensibilità particolare sul tema dell’omicidio stradale, reato da poco introdotto nel codice penale insieme alle lesioni penali. L’incidente in cui è morta Sara è precedente alla riforma, ma oggi più che mai l’argomento è molto sentito, come sottolinea l’avvocato dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada, Gianmarco Cesari. «Sono soddisfatto del fatto che il giudice abbia rigettato il patteggiamento - dice il legale umbro, che lavora a Roma -. Ma constato con amarezza la sottovalutazione del reato, e quindi delle sue conseguenze, da parte della procura che, arroccata su vecchie posizioni, ha acconsentito a una pena non congrua rispetto all’omicidio. Dall’altro lato, si evidenzia il cambiamento apportato dalla riforma nella posizione della magistratura, che inizia a considerare il reato di omicidio stradale, posto a tutela del bene della vita. Un patteggiamento con una pena sotto i quattro anni per un omicida non è accettabile». Nessun commento da parte della difesa di Pacchini, incensurato, che dovrà rispondere del reato omicidio colposo aggravato dall’alterazione dovuta all’ebbrezza e dall’orario notturno.

Nel corso dell’udienza, il giudice si è pronunciato anche rispetto alla costituzione delle parti civili: oltre ai genitori della vittima, Sergio Milo e la moglie Manuela Carapelli, è stata accettata da Del Forno la posizione dell’Associazione vittime della strada, che è riconosciuta a livello giuridico. Respinta invece, la richiesta di costituirsi parte civile dell’Associazione onlus Gabriele Borgogni. Il giudice ha così accolto l’obiezione dell’avvocata Fulceri, che aveva messo in evidenza la carenza del riconoscimento normativo dell’associazione Borgogni, la genericità degli scopi e il mancato radicamento nel territorio.

Subito dopo l’udienza, l’avvocato Mainetti ha avvisato i genitori di Sara dell’esito: «Hanno reagito in maniera intelligente al dolore - dice il legale -. Si danno molto da fare con iniziative benefiche, sportive e culturali dedicate a Sara. Cercano così di non far pesare troppo questo dramma sul loro secondogenito, che ha appena13 anni».

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