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il caso

Gli industriali si spaccano, Andrea Cavicchi silurato dai fiorentini

Ilaria Bonuccelli
Andrea Cavicchi "silurato" dalla presesidenza di Confindustria toscana
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Andrea Cavicchi "silurato" dalla presesidenza di Confindustria toscana

Firenze vuole la poltrona regionale e fa mancare i voti al candidato di Prato presentato dal consiglio dei saggi e già vicepresidente dell'associazione

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FIRENZE. La guerra di Firenze scoppia a Pisa. Confindustria non elegge il presidente regionale che deve succedere per il prossimo quadrienno a Pierfrancesco Pacini: per una manciata di voti brucia il candidato pratese, l’industriale del tessile Andrea Cavicchi, già vicepresidente uscente, presentato dal consiglio dei saggi.

Da martedì 26 aprile, dunque, si ricomincia da capo. Si ridanno le carte. E la partita non sarà per nulla facile. Si dovranno trovare altri saggi che indichino un nuovo o nuovi candidati che non abbiano il difetto di Cavicchi e neppure quello di Andrea Fabianelli, l’altro candidato individuato in un primo momento. Fabianelli, poi, con una lettera, si era ritirato con lo stesso spirito di servizio con il quale aveva accettato di presentarsi per il posto (quasi) vacante. Il difetto di entrambi gli imprenditori è che non sono fiorentini. Cavicchi, infatti, è pratese. Fabianelli è aretino, per la precisione di Castiglion Fiorentino, dove gestisce un fiorente pastificio. Ma gli incarichi ricoperti finora e i successi professionali non sembrano essere credenziali sufficienti per diventare presidenti di Confindustria Toscana.

La verità è che il contado non può contare più della capoluogo. Sembra incredibile, eppure è così. Il campanile si mette di traverso anche nell’elezione del più importante organismo economico regionale. Certo la spiegazione ufficiale della votazione fallita è un’altra. È contenuta nelle norme dello statuto, come si legge nello stringato comunicato che, nel tardo pomeriggio rilascia Confindustria: «Il consiglio di presidenza di Confindustria Toscana si è riunito questo pomeriggio (ieri) a Pisa per l'elezione del nuovo presidente regionale per il quadriennio 2016-2020. La relazione dei saggi ha ottenuto una maggioranza semplice, ma non è stato raggiunto il quorum dei 2/3 dei voti assegnati previsto dallo statuto. Lo stesso statuto prevede ora che la commissione di designazione riavvii il percorso di consultazione».

Dovrà individuare un candidato con il profilo che sia Cavicchi sia Fabianelli avrebbero avuto: esperienza sul territorio, ma anche in Confindustria regionale; capacità di dialogo; progettualità. Infatti entrambi oltre a essere vicepresidenti regionali, sono anche presidenti delle associazioni territoriali di Confindustria. E presiedono varie società e organismi.

Perciò dietro la giustificazione ufficiale si nasconde altro. Si nasconde la voglia di «centralità» di Firenze. Sembra, infatti, che Confindustria Firenze esiga di avere un presidente proprio o comunque un presidente che garantisca il progetto che le sta a cuore: creare un’associazione unica per la Toscana, attraverso la fusione delle associazioni territoriali. La fusione dovrebbe essere completata dal presidente entro due anni dall’elezione. Una sorta di impegno di metà mandato. Cavicchi, però, si sarebbe opposto a questo progetto, soprattutto dopo aver lavorato alla creazione di Confindustria Toscana nord, unificando le sedi di Lucca, Prato e Pistoia, oggi l’associazione territoriale più grande della Toscana.

Così, l’industriale pratese - proposto dai saggi (Attilio Lebole, Massimo Di Martino e Cristina Galeotti) - si è alienato i voti fiorentini. Non convinti neppure dall’alternativa proposta dall’industriale pratese: creare una federazione delle sedi toscane di Confindustria: Massa Carrara, Pisa, Livorno, Firenze, Toscana Nord (Lucca, Pistoia, Prato) e Toscana Sud (Arezzo, Grosseto, Siena). Per Firenze non è abbastanza. Così si prefigura lo scontro. Firenze pronta a boicottare qualunque progetto che non la veda al centro. Ma anche Toscana Nord pronta a dire no a progetti che non tutelino i territori. Con un terzo dei voti può farlo.

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