Il Tirreno

Toscana

Minacce all''uomo delle bolle: «Reazione esagerata, ma noi commercianti siamo esasperati»

di Ilaria Bonuccelli
Minacce all''uomo delle bolle: «Reazione esagerata, ma noi commercianti siamo esasperati»

Vivoli, viareggino e presidente nazionale di Confesercenti: «Paghiamo tante tasse, pretendiamo decoro e legalità»

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Primo: condannare «ogni tipo di violenza, di reazione scomposta». Secondo, però, «garantire decoro, legalità e sicurezza». Soprattutto nei luoghi del passeggio e del commercio. Per questo, Massimo Vivoli, presidente nazionale di Confesercenti suggerisce di presidiare i luoghi «di maggior prestigio con presidi mobili delle forze dell’ordine». Un camper della polizia o dei carabinieri nelle piazze e nelle strade delle grandi città, o in Passeggiata a Viareggio, dove si pagano migliaia di euro di affitto al mese per negozi di poche decine di metri quadri.

Di Passeggiata, Vivoli se ne intende. Prima di diventare presidente dell’associazione con 250mila iscritti in Italia, ha gestito la boutique di famiglia sul lungomare di Viareggio. Oggi nella bufera (mediatica) per il tentativo di un commerciante di scacciare Boris, “il mago delle bolle” di sapone.

Presidente Vivoli, non le sembra eccessiva la reazione di un commerciante che con una sistola scaccia un artista di strada che si mette a fare bolle giganti davanti alla sua vetrina?

«Credo che sia la reazione esagerata di commercianti che ormai sono arrivati all'esasperazione»

Giustifica questo comportamento?

«No. Confesercenti è contraria a qualunque forma di violenza, non solo fisica, ma anche verbale. Noi siamo perfino contrari ai commercianti che organizzano le ronde per sentirsi sicuri. Ribadisco, però, che certe reazioni si spiegano con un livello di esasperazione che ormai si è raggiunto».

Perché parla di esasperazione?

«Le piccole e piccolissime imprese continuano a chiudere a causa della crisi. E le istituzioni come rispondono? Gli esercenti a posto fisso sono sottoposti a verifiche di ogni tipo, sono super controllati, mentre il commercio abusivo è tollerato nelle piazze, nei mercati, nelle vie principali. Perché, poi, i venditori abusivi non li trovi certo nelle periferie, ma nei luoghi di pregio, più frequentati. Anche davanti alle vetrine dei negozi».

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E allora?

«Allora pretendiamo di più dalle istituzioni. A cominciare dai sindaci. Solo così si possono eliminare le situazioni di degrado che i commercianti sono costretti a subire anche nelle zone più importanti del commercio, dove si paga molto per poter stare aperti».

Che cosa vuol dire?

«Che i commercianti pagano migliaia di euro l’anno di spazzatura, di occupazione di suolo pubblico, di imposta della pubblicità e così via. In città al dissesto finanziario come Viareggio, poi, le tasse sono tutte fissate all’aliquota più alta, tanto che molti esercizi rinunciano perfino a occupare il suolo pubblico anche solo con un vaso, considerando quello che dovrebbero pagare. E in cambio che cosa ottengono? Solo degrado».

Ma Confesercenti che cosa propone per contrastare queste situazioni di degrado?

«Noi possiamo offrire la collaborazione dell’associazione e dei commercianti, ma le iniziative spettano alle istituzioni: forze dell’ordine, Comuni, Parlamento».

Che cosa vi aspettate?

«Partiamo dalla questione legalità. La guardia di finanza, ad esempio, ha iniziato la lotta alla contraffazione con sequestri di container di merce taroccata nei principali porti italiani, ma non basta. Bisogna colpire anche sul territorio. E garantire la certezza della pena. Chi sbaglia deve pagare e andare in carcere. Invece non accade quasi mai».

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Sul territorio come si dovrebbe colpire?

«Si potrebbe inziare a controllare gli ambulanti iscritti alle Camere di commercio. Abbiamo sollevato la questione con il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico: oggi per diventare ambulante basta avere una “Scia”, un’autorizzazione dal Comune. Con questa Scia, ci si iscrive alla Camera di commercio e si esercita la professione. Molti immigrati utilizzano questo sistema per farsi rinnovare il permesso di soggiorno: il risultato è che abbiamo 90mila ambulanti veri e 180mila iscritti alle Camere di Commercio. Poi non ci si può meravigliare che esistano gli abusivi».

Allora che cosa suggerisce?

«A parte i controlli amministrativi, servirebbe un presidio sul territorio. I vigili urbani, i vigili di quartiere. E, nelle zone ad alta vocazione commerciale e turistica, presidi mobili delle forze dell'ordine. Con un camper di polizia e carabinieri probabilmente un episodio come quello di Viareggio non si sarebbe verificato. Il commerciante avrebbe saputo subito a chi rivolgersi per far risolvere il problema. Con le forze dell'ordine a portata di mano, l’abusivismo si terrebbe sotto controllo. E l’insofferenza anche».

 

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