Sicurezza
Molotov contro caserma dei carabinieri a Firenze
FIRENZE. Una vendetta contro chi, poche ore prima, aveva arrestato tre loro compagni fermati dopo un’aggressione alle forze dell’ordine, circondate da una trentina di persone che volevano evitare l’id...
FIRENZE. Una vendetta contro chi, poche ore prima, aveva arrestato tre loro compagni fermati dopo un’aggressione alle forze dell’ordine, circondate da una trentina di persone che volevano evitare l’identificazione di due di loro. Questa, secondo gli inquirenti, la spiegazione del raid compiuto all’alba contro la caserma dei carabinieri di Rovezzano, in via Aretina, a Firenze, contro la quale sono state lanciate quattro bottiglie molotov, due delle quali sono esplose. Nessun ferito e solo lievi danni materiali anche grazie al pronto intervento dei vigili del fuoco. Tutto è partito da un normale controllo effettuato ieri notte da una pattuglia nei confronti di due uomini, uno dei quali stava facendo pipì sul marciapiede in lungarno Generale dalla Chiesa, alla periferia sud della città. Poco dopo, l'auto di servizio è stata circondata da una trentina di giovani, usciti da un circolo poco lontano dove era in corso una festa di antagonisti e anarchici. L’obiettivo era impedire l'identificazione dei due compagni. I carabinieri hanno chiamato i rinforzi: sul posto sono arrivati altri militari, poliziotti e una pattuglia di vigili urbani. Ben presto la tensione è cresciuta, agenti e carabinieri sono stati circondati, sono partiti i primi pugni e calci e sono volate bottiglie di vetro. Alla fine, tre anarchici, due 28enni (uno originario della provincia di Nuoro e uno della provincia di Lecce), e una 25enne di Genova, sono stati portati in questura mentre le auto delle forze dell’ordine venivano danneggiate. In questura, poco dopo, si sono radunati altri antagonisti tenuti a distanza da un cordone di forze dell’ordine. Alla fine in 14, sette militari, cinque poliziotti e due vigili urbani, hanno fatto ricorso al pronto soccorso e sono stati dimessi con prognosi da 3 a 10 giorni. Poi all’alba, boati e fiamme a Rovezzano, episodio subito collegato ai fermi dei tre anarchici, portati nel carcere di Sollicciano.
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