Sicurezza
Rapinatori pendolari presi subito dopo il colpo
Sono tre palermitani, giovani ma già esperti, in "missione" in Toscana. Segnalati e fermati a un posto di blocco, in macchina avevano i 50.000 euro del bottino
AREZZO. Rapinano una banca, ma vengono subito presi dalla polizia stradale di Arezzo. Si tratta di tre palermitani, considerati professionisti delle rapine, fermati durante un controllo da una pattuglia nel cuore della notte tra martedì 19 e mercoledì 20 aprile e trovati in possesso di 50mila euro in contanti provento del colpo messo a segno qualche ora prima alla filiale di San Cipriano nel comune di Cavriglia (Arezzo) della Banca del Valdarno a S. Cipriano.
Le ricerche erano state diramate dalla centrale operativa sella Questura di Arezzo. La pattuglia della polizia stradale, come conferma il comandante Alessandro Rossi - stava attuando il dispositivo "a reticolo" in cui sono impegnati tutti gli equipaggi della Polstrada della Toscana, quando ha intercettato i tre lungo il tratto aretino dell'Autostradale e dopo un attenta verifica dei documenti, ha controllato l'auto rinvenendo il denaro. Ora i tre sono in carcere ad Arezzo.
I tre arrestati, giovanissimi e appena arrivati dalla Sicilia, hanno tra i 22 e i 27 anni, ma sono già rapinatori esperti, secondo quanto ricostruito dalla polizia. E avevano studiato il colpo nei particolari.
Partenza in auto con il traghetto da Messina, la sera di domenica scorsa, arrivo in Toscana, a San Cipriano, nel comune di Cavriglia per rapinare la Banca del Valdarno situata in una zona poco trafficata e facile da abbandonare. Martedì 19 aprile alle 13.10 la banda è entrata in azione. A quell'ora non c'erano clienti e, a breve, il temporizzatore della cassaforte si sarebbe sbloccato. Uno dei tre, passata la porta girevole, ha scavalcato il bancone e minacciato il direttore, consentendo l'ingresso ai due complici, che attendevano fuori, sdraiati sui sedili di un'auto. I due banditi avevano il volto in parte coperto dal cappuccio di una felpa.
La banda ha razziato oltre 50.000 euro in contanti ed è fuggita con una Fiat Uno la cui targa è stata memorizzata da una cliente che ha contattato il commissariato di Montevarchi. I poliziotti, visionate le immagini a circuito chiuso della banca, hanno diramato le ricerche dell'auto e dei rapinatori, fornendo particolari sul loro abbigliamento. I tre sono stati presi dalla polizia di Arezzo all'altezza di Lucignano (Arezzo). I poliziotti della stradale hanno visto che uno di loro cercava di nascondersi sdraiato sul sedile posteriore e hanno ricollegato abbigliamento e tratti somatici dei tre ai rapinatori della Banca del Valdarno.
Dalla perquisizione sono usciti fuori 52.756,80 euro, che i tre avevano già spartito, riservando una quota maggiore al capo. Il cerchio si è chiuso a Battifolle, nella caserma della Polizia Stradale, dove il direttore della banca ha riconosciuto i banditi. Gli investigatori della Stradale, insieme a quelli del Commissariato di Montevarchi e della Polizia Scientifica, hanno isolato sulla Fiat Uno, abbandonata dai rapinatori, un'impronta digitale compatibile con quella di uno di loro.
I tre, autori di altre rapine, sono stati arrestati e messi a disposizione della Procura di Arezzo. Si tratta del secondo caso di rapinatori pendolari dalla Sicilia presi ad Arezzo.
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