Finanza
Il misterioso passpartout e i due coltelli
I lati oscuri che non convincono il pm La procura di Pisa pronta all’appello
PISA. La Procura di Pisa sembra intenzionata a presentare ricorso in appello appena si conosceranno le motivazioni della sentenza che ha assolto Roberto Barbieri, 57 anni, tecnico Enel e candidato alle ultime elezioni comunali per il Pd. L’uomo il primo giugno 2014 uccise la moglie Sandra Fillini, 53 anni, dalla quale si stava separando perché in preda a un disturbo psichiatrico delirante. Non è socialmente pericoloso, non era capace di intendere e di volere solo al momento in cui ha commesso il fatto. È libero a tutti gli effetti e in teoria, anche se non sarà facile, può riprendere la vita di sempre. Non tornerà a vivere nella casa di Castelnuovo Val di Cecina dove è avvenuto il delitto. Potrebbe trasferirsi nella zona dell’Amiata dove ha alcuni parenti.
La coppia, come avevano accertato i carabinieri del reparto operativo-nucleo investigativo del comando provinciale di Pisa, stava vivendo un momento di profonda crisi coniugale. La donna aveva deciso di tornare a casa dopo un anno in cui aveva abitato a Volterra. Ma la convivenza tra i due aveva alimentato nuove tensioni. Il primo giugno dopo l’ennesimo litigio Barbieri uccise la moglie. Poi chiamò la tata per dirle che aveva uccise Sandra e attese l’arrivo dei carabinieri nel podere Sorbo. Al loro arrivo Barbieri uscì a mani alzate... «ho fatto una cazzata, ho ammazzato mia moglie». Per ucciderla l’uomo aveva usato due coltelli, al primo si era infatti spezzata la lama. In casa c’era il figlio minorenne, era in camera sua , al primo piano, a giocare con la playstation. Quando alle 17 il ragazzo scese per uscire con gli amici il padre lo fermò. Gli disse subito che aveva ucciso la madre. Lo aveva fatto perché la donna lo aveva preso in giro. L’uomo si era convinto - questo il movente oltre alla gelosia - che la donna lo spiasse allo scopo di ottenere una posizione di forza rispetto alla spartizione dei beni di immobiliari. L’uomo si era convinto che in caso di separazione la moglie sarebbe rimasta nel cascinale a Castelnuovo e che a lui sarebbe toccato un appartamento a Volterra. Le indagini, anche se poi non è stata contestata la premeditazione, avevano portato alla luce un altro aspetto. L’uomo, il giorno prima del delitto, aveva chiesto al figlio minore di comprare un passpartout che intendeva usare, così gli aveva detto, per entrare nella camera del figlio maggiore. Il figlio minore ha raccontato agli inquirenti che poco prima che il delitto accadesse aveva sentito il padre mentre tentava di chiudere la porta di camera sua. «Non so se stesse provando a chiudermi dentro», aveva poi spiegato ai carabinieri. Il pensiero per i due ragazzi è costante. In una delle prime lettere scritte dal carcere ad un amico di Castelnuovo gli chiede di parlare con i figli «dicendo che mi perdonino della cazzata che ho fatto».(s.c.)
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