Il Tirreno

Toscana

Trasporto pubblico, Mobit fa muro contro i francesi

di Samuele Bartolini

Negati di nuovo a Autolinee Toscane gli audit su atti e autobus Aziende e Regione all’Autorità anticorruzione sull’esito della gara

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FIRENZE. Ci risiamo. Per il secondo giorno consecutivo i cancelli dei gestori di Mobit non hanno aperto alla delegazione di Autolinee Toscane che chiedeva di fare gli audit. Ieri l'azienda dei trasporti fiorentina, braccio operativo della francese Ratp Dev, si è presentata negli stessi luoghi previsti e comunicati dalla Regione.

Dal deposito di Ctt Nord a Livorno a quelli di Busitalia di via Cadorna e di Ataf in Viale dei Mille a Firenze. Obiettivo: visionare le carte, gli autobus, i depositi e rispettare il cronoprogramma per il passaggio di consegne ad Autolinee Toscane, la vincitrice della gara per il trasporto su gomma da 4 miliardi di euro fino al 2025. Niente da fare, però. La risposta dei gestori di Mobit è stata: «Fino al pronunciamento del Tar non consentiremo nessuna verifica a bus e impianti, né forniremo la documentazione richiesta». E i cancelli sono rimasti chiusi.

La partita del trasporto pubblico locale, dunque, diventa sempre più intricata. Si è spostata dai tavoli della politica a quelli delle Autorità di vigilanza, dell'Autorita anticorruzione e del Tar. Ma è l'Anac che ha fatto l'ultima mossa convocando Regione, Mobit e Autolinee Toscane per il 26 aprile a Roma. Cercherà di non ritardare l'assegnazione della gara. Ma i fumi di guerra è difficile che si diradino. I precedenti botta e risposta tra le segnalazioni della Regione alla vigilanza e la richiesta di un parere di pre-contenzioso da parte di Mobit all'Anac non promettono nulla di buono. Ora la patata bollente è il ricorso al Tar da parte di Mobit che verrà depositato il 19 aprile con la richiesta di annullamento, previa sospensione, dell'aggiudicazione ad Autolinee Toscane. Il pronunciamento del tribunale amministrativo dovrebbe arrivare entro i primi dieci giorni di maggio, mentre il parere di Anac del 26 aprile potrebbe influenzare il primo pronunciamento dei giudici.

Un passo alla volta, però. Le contestazioni del presidente di Mobit, Andrea Zavanella, alla Regione sono precise: «La richiesta di accesso agli atti recapitata dalla Regione non rispetta i 35 giorni successivi all'aggiudicazione, va ben oltre quanto previsto dal bando di gara e concerne anche atti, documenti e contratti che niente hanno a che fare con l'eventuale passaggio dei beni ad Autolinee Toscane. Le modalità di richiesta di accesso non seguono quanto previsto esplicitamente dalla Regione stessa e cioè - continua Zavanella - che l'accesso fosse conseguente ad un accordo fra le parti per evitare interferenze nello svolgimento del servizio. Autolinee Toscane nella sua richiesta unilaterale ha indicato addirittura il numero di matricola degli automezzi che voleva verificare in date e orari da lei indicati, senza preoccuparsi se tali automezzi, com'è normale che sia, fossero in servizio». Insomma. Contestazioni puntuali che l'assessore regionale Ceccarelli preferisce non commentare. Mentre l'ad di Autolinee Toscane Jean Luc Laugaa non demorde: «Noi insisteremo. Ci ripresenteremo anche ai cancelli delle aziende di trasporto di Mobit».

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