Toscana
Violenze al nido, i bimbi strattonati e lasciati al buio tra pianti strazianti. Interrogate le indagate
Grosseto, nei filmati le scene orribili dell'asilo. In tre agli arresti domiciliari per maltrattamenti e abbandono di minori: era il "metodo azzurriano" dal nome di una delle titolari. Interrogatori: una sola indagata risponde al gip
GROSSETO. Uno strazio sentire il pianto di quei piccoli. E si stringe il cuore anche quando quella bambina di due anni viene portata di peso e abbandonata nel dormitorio, gettata a terra, al buio, con la porta chiusa. Se la polizia poteva avere avuto dubbi che i racconti delle due ex dipendenti dell’asilo - che avevano un contenzioso con la proprietà sulle buste paga - potessero essere stati gonfiati, le telecamere nascoste avevano fatto chiarezza già dal primo giorno, il 9 dicembre. Tutto vero. Il video non mente. E nemmeno l’audio.
Metodo azzurriano. Vero quindi secondo la squadra mobile anche il cosiddetto “metodo azzurriano” descritto a parole dalle due donne, cioè quel metodo autoritario che fa riferimento diretto al nome di battesimo di una delle due titolari, finita agli arresti domiciliari per maltrattamenti e abbandono di minori, Azzurra Marzocchi, 40 anni, insieme a Lisa Marconcini, 32, e Pierina Tinti, 50.
VIDEO: LE VIOLENZE SUI BAMBINI
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Primo video. Dura undici minuti il primo video acquisito dalla polizia giudiziaria, il 9 dicembre. Qui vi si vede Marconcini in un atto di “costrizione” - come indica sinteticamente la scheda riassuntiva - esplicitato meglio nell’ordinanza del gip Marco Bilisari: due bambine imboccate con la forza, con la testa spinta all’indietro per obbligarle a mangiare. E lo stesso giorno vi sono altri tre episodi ritenuti significativi e immortalati dalla telecamera installata nel salone: strattoni, di cui sono protagoniste due educatrici (indagate senza misure - la sesta indagata è la contitolare dell’asilo) e la stessa Marconcini. Quest’ultima, il giorno seguente, avrebbe lasciato in abbandono una bimba di due anni: «Vai, sfogati, stai ritta cinque minuti» e poi la piccola sarebbe stata lasciata al buio per 3-4 minuti, a terra. «Un episodio non isolato», annota il gip. E poi ancora il 16 dicembre, con una piccola che risvegliatasi dal sonno e trovatasi da sola sarebbe rimasta per una ventina di minuti a piangere: «Devi stare zitta» ordina un’educatrice, ma la bambina piange ancora.
Plotone di reclute. Come quel giorno - era il 16 gennaio - quando Azzurra Marzocchi viene vista schierare i bambini e richiamarli «come un plotone di reclute», urlando «zitto», «muto», con una sfuriata descritta come degna di un film: «Azzurra è cattiva - si sente dire l'insegnante -. E ancora non è niente». Una sfida ai bambini, nota il gip. Un comportamento inaccettabile se è vero che la donna viene vista prendere con le mani la testa di un bambino.
Nulla all’esterno. Un metodo che, nota ancora il gip, la titolare indagata avrebbe praticato e fatto praticare alle dipendenti con l’ordine di tenerlo nascosto ai genitori. Un metodo non condiviso dalle due ex: una aveva raccontato ciò che era avvenuto a quattro bambini, di età compresa tra i 15 mesi e i 24 mesi, l’altra aveva riferito altri due casi. Le telecamere avevano fatto il resto. E avevano testimoniato di quei bocconi che sarebbero stati fatti ingerire con la forza. Avevano raccontato di buffetti, di strattoni, di sculaccioni, di ingiunzioni. Perché il “metodo azzurriano” era questo, secondo le accuse: in caso di criticità, la titolare avrebbe preso il bambino all’educatrice cui in quel momento era affidato, lo avrebbe isolato e lo avrebbe messo nel dormitorio, allontanandosi. Ma di questo metodo all’esterno, secondo quanto ricostruito dalla Procura, nulla doveva trapelare. Le insegnanti avrebbero anche alterato le schede pasti da mostrare ai genitori, facendo risultare che tutti avevano mangiato tutto. E sintomatico è per il gip anche quell’episodio del sopralluogo della polizia municipale, risalente al 2014, quando sarebbero state date disposizioni per nascondere i giacchetti dei bambini: erano stati troppi rispetto alle autorizzazioni comunali.
Gli interrogatori. Sono tutti similari gli episodi descritti nelle 154 pagine della comunicazione di reato della squadra mobile e riassunti nelle 21 pagine che il gip ha impiegato per giustificare anche l’adozione delle misure cautelari eseguite sabato. Martedì 12 gli interrogatori: hanno scelto di non rispondere al gip Marco Bilisari due delle tre educatrici dell'asilo nido di Grosseto, finite agli arresti domiciliari per presunti maltrattamenti e abbandono di minori. Si tratta di Azzurra Marzocchi, difesa dall'avvocato Diego Innocenti e Lisa Marconcini, difesa da Romano Lombardi. (QUI PER APPROFONDIRE)
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