La manifestazione
Visite, le disdette “beffa” Rischio multa per 5 anni
La ricevuta della comunicazione alla Asl dovrebbe essere conservata Approvata mozione in consiglio regionale per limitare i tempi ad un anno
di Samuele Bartolini
FIRENZE
Malumori e proteste. Alzi la mano quella persona alla quale fa piacere vedersi recapitare un’ingiunzione di pagamento per mancata disdetta di prestazione sanitaria a 5 anni di distanza. E magari la disdetta l'avete fatta, ve lo ricordate bene, ma non riuscite più a ritrovare la ricevuta che lo dimostri. Succedeva purtroppo. Ma non succederà più. Grazie a Sì Toscana la Regione chiederà al massimo il ticket per gli appuntamenti saltati nell’ultimo anno. E non anche per 5 anni indietro.
MULTE ALL’ULTIMO TUFFO
Si parla di un tesoretto, se si considera che fra il 2010 e il 2015 in Toscana sarebbero state erogate 500mila prestazioni sanitarie fra visite ed esami, secondo una proiezione fatta considerando le 61mila prestazioni registrate nella sola (ex) Asl 10 di Firenze fra il 2010 e il 2012. «A mio avviso la richiesta del pagamento di multe per prestazioni non usufruite anche cinque anni fa si chiama cattiva organizzazione del sistema sanitario», attacca il pediatra fiorentino Paolo Sarti, consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra. «Non voglio credere che sia un ulteriore modo per finanziare il sistema sanitario regionale». Ma il pensierino malizioso c’è. Anche perché il “vizietto” di mandare le multe a casa dei cittadini per mancata disdetta di prestazioni sanitarie anche dopo 5 anni pare una pratica diffusa nelle Asl. «A ottobre del 2015 la ex Asl 10 di Firenze - racconta Sarti - stava ancora recuperando i crediti di 30mila prestazioni saltate tra il 2010 e il 2012». E figuriamoci se i cittadini hanno conservato la ricevuta di annullamento dopo 2 o 3 anni. «Sempre nella ex Asl 10 di Firenze sono partite lettere per oltre 12mila prestazioni non disdette nei primi 4 mesi del 2015». Come se non bastasse, oltre il danno c'è la beffa. Sì, perché il numero di annullamento della prestazione, da comunicare alla Asl con almeno 48 ore di anticipo, va conservato per almeno 12 mesi per eventuali controlli . Il regolamento, dunque, presume che dopo un anno la ricevuta di annullamento si potrebbe anche buttare, ma l'ingiunzione può arrivare lo stesso, anche dopo 4-5 anni. E la sanzione da pagare sarà pari al ticket per la prestazione. Ora, però, le cose dovrebbero cambiare.
NUOVO CORSO
Una mozione di Sì Toscana, votata all’unanimità dal consiglio regionale, impegna la giunta a far cambiare direzione alle Asl. «Ora la Regione - dicono Sarti e il capogruppo Tommaso Fattori - deve dare precise indicazioni alle Asl per una puntuale informazione agli utenti sulle procedure di annullamento di visite e analisi: più cartellonistica, più messaggi espliciti agli utenti per rendere il percorso meno disagevole. Dovranno inoltre essere accorciati i tempi di invio degli accertamenti, portandoli ad un anno come limite massimo. Da oggi in avanti speriamo di avere risparmiato ai toscani, già vessati dalle liste d’attesa, una fatica in più».
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