Il Tirreno

Toscana

i voti alla sanità

Tempi insostenibili nei pronto soccorso

di Ilaria Bonuccelli
In attesa al pronto soccorso (foto archivio)
◗
In attesa al pronto soccorso (foto archivio)

Crescono le attese e gli abbandoni, dice lo studio del Sant’Anna. Delibera della Regione per far prenotare visite ed esami dai medici

4 MINUTI DI LETTURA





Sta meglio la sanità toscana. Meglio dell’anno scorso. In tutte le Asl e in quasi tutti i settori, certifica la Scuola Sant’Anna di Pisa. Ma non nel pronto soccorso. Il tallone d’achille resta. Anzi peggiora. Sono lunghi i tempi di attesa per chi non è grave. Così lunghi che aumenta il numero dei pazienti che scappa. Che non aspetta neppure di essere visitato. Certo questo conferma che c’è un ricorso improprio al pronto soccorso. Ma anche - ammette Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità - che «si accede al pronto soccorso per bypassare le liste d’attesa».

NUOVE REGOLE A MAGGIO

Non a caso, la Regione si prefigge di rivoluzionare entro maggio proprio il sistema delle prenotazioni di visite ed esami. Un accordo con la medicina di base - conferma l’assessore Saccardi - che consentirà ai pazienti di uscire dallo studio del medico di base non più «con la prescrizione (la ricetta), ma direttamente con l’appuntamento per la visita o per l’esame specialistico». E forse la pressione impropria sul pronto soccorso calerà.

LUNGHI TEMPI D’ATTESA

Finora nessuna politica sanitaria è riuscita nell’intento, come rileva il Mes, il laboratorio Management e Sanità del Sant’Anna che da dieci anni valuta lo stato di salute della sanità toscana: qualità, quantità ed equità delle prestazioni garantite. E se da una parte, i dati del 2015 registrano un miglioramento del giudizio degli utenti «sulla qualità dei servizi ospedalieri», dall’altra emerge il deficit del pronto soccorso.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.13268329:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2016/04/09/news/progressi-nel-64-dei-casi-1.13268329]]

Non si tratta di un «deficit qualitativo - si affretta a precisare Stefania Saccardi - una contestazione sulla qualità delle prestazioni», ma un problema di tempi di attesa. Secondo quanto illustra Sabina Nuti, direttore del MeS ai dirigenti della sanità toscana, infatti, i tempi di attesa «al pronto soccorso registrano un leggero peggioramento». Sono intorno al 70% i pazienti in codice verde - situazione non preoccupante - visitati entro un’ora (dalla registrazione all’accoglienza), mentre i pazienti ai quali viene assegnato il codice giallo (media gravità) di solito vengono visitati entro 30 minuti.

FUGA DAL PRONTO SOCCORSO

Ma c’è un altro dato che fa riflettere: il fatto che dal 2014 all’anno scorso sia salita la percentuale (dal 2,5% al 2,7%) dei pazienti «che abbandonano il pronto soccorso». Se questo è segno che si sono presentati senza avere patologie gravi - osserva l’assessore Saccardi - è anche sintomo che spesso le attese sono così lunghe che sfiancano.

«È indubbio - analizza Stefania Saccardi - che dobbiamo rafforzare la risposta di sanità sul territorio: ma questo è proprio il cuore della riforma sanitaria approvata dalla Regione a dicembre. Dobbiamo rafforzare il rapporto con la medicina generale, con le case della salute, aumentare i letti di comunità: fino a quando non lo faremo, non ci possiamo meravigliare che le persone si rivolgano al pronto soccorso dove pensano di trovare sempre una risposta». Magari - aggiunge Stefania Saccardi - contando anche «di pagare un ticket più basso (perché così avviene) per esami o prestazioni sanitarie rispetto a quello ordinario. Talvolta si passa dal pronto soccorso perché si pensa che così si possano bypassare le liste d’attesa di visite ed esami».

PRENOTAZIONI, SI CAMBIA

Proprio per questo la Regione - insiste l’assessore Saccardi - la Regione sta accelerando l’approvazione della delibera che porterà «allo snellimento delle liste di attesa». La delibera in questione, che dovrebbe essere votata dalla giunta entro maggio - precisa Stefania Saccardi - dovrebbe consentire ai pazienti «di uscire dallo studio del medico di famiglia con in tasca l’appuntamento per la visita specialista o l’esame».

Come dovrebbe funzionare il nuovo sistema? In modo abbastanza semplice. Il paziente si presenta dal medico per il problema che ritiene di avere. Il medico di famiglia gli prescrive (in base ai criteri di appropriatezza) la visita o l’esame diagnostico che ritiene opportuno.

ESAMI CON VOLONTARIATO

E PRIVATO SOCIALE

La segretaria dell’Aft - Aggregazione funzionale territoriale - alla quale appartiene il medico di famiglia del paziente - fissa direttamente l’appuntamento «con la struttura sanitaria più vicina. Può essere pubblica, ma anche presso un’associazione di volontariato, del privato sociale, di una struttura privata convenzionata. Vogliamo, infatti, assicurare al paziente la prestazione non solo prima possibile ma anche il più vicino possibile al luogo di residenza».

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.13267270:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/massa/cronaca/2016/04/09/news/zubbani-salta-la-coda-e-subito-bufera-1.13267270]]

Una volta fissato l’appuntamento, il paziente si consulta con il proprio medico prima di uscire dallo studio per verificare che i tempi siano compatibili con la patologia e l’urgenza. Se nulla osta, il paziente esce dallo studio del medico di base già con l’appuntamento in tasca.

NUMERI PER LE URGENZE

In caso di situazioni urgenti, però - evidenzia l’assessore Saccardi - «la procedura sarà diversa. E ci saranno canali preferenziali. In pratica verranno istituiti numeri dedicati per le urgenze. Il medico di base potrà parlare con lo specialista e mandare direttamente il paziente, senza fargli fare code o attese. In questo modo miglioreremo il servizio e dovremmo anche alleggerire i pronto soccorso dei vari ospedali».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze