Attenzione
Riassunto dopo 21 anni e ora un Comune vacilla
Denunce, ricorsi, poi il reintegro con un maxi risarcimento: 600mila euro Il sindaco di Stazzema: «E’ il costo di 17 dipendenti dell’ente per un anno»
«Guardi che con quella cifra io ci pago tutti i 17 dipendenti per un anno».
Preoccupato. Diciamo così.Maurizio Verona, 49 anni, sindaco di Stazzema, eletto con una lista civica di centrosinistra, è seduto davanti alla sua scrivania.
Quella cifra, premettiamo, va quantificata. Ma solo a presumerla fa venire l'orticaria al primo cittadino. Si parla di 500-600mila euro, qualcosa in più se ci sommiamo gli oneri previdenziali dovuti negli anni. Un risarcimento che spetta a Walter Baldo Chioran, professione architetto, licenziato ingiustamente dalla giunta di Stazzema il 18 dicembre 1994 e “riassunto” dal Consiglio di Stato con sentenza depositata in cancelleria il 16 marzo 2016. 21 anni in giudizio, caso emblematico di giustizia-lumaca che lascia sul selciato più di una vittima. La prima, a scanso di equivoci, è il dipendente comunale. Che si è visto riconosciuto il diritto a guidare l’ufficio tecnico del piccolo comune apuano dopo un iter lunghissimo e tortuoso. E non da un sindaco, ma da una corte di giudici.
Arrestavano Pietro Pacciani e Federico Fellini ritirava l'Oscar alla carriera quando un 34enne architetto nato a Milano ma residente a Livorno varcava il portone della sede municipale di Ponte Stazzemese. Era il 1993. Dicembre. Incarico: capo ufficio tecnico. In prova. Sei mesi, poi la proroga. Solo che il 22 luglio 1994 la giunta comunale delibera giudizio sfavorevole al superamento della prova da parte dell'architetto. È, in sostanza, l’anticamera del benservito che arriverà cinque mesi dopo. Ma Walter Baldo non ci sta.
E qui inizia una storia nella storia. Fatta di accuse, firme mai apposte sugli atti, perizie calligrafiche, esposti alla Procura, procedimento per calunnia, assoluzione dalla calunnia, avocazione alla procura generale. Brutta storia questa appendice penale. Chiusa senza colpevoli.
Ma il procedimento davanti al Tar, dopo il ricorso presentato dall’architetto, quello non si ferma. Baldo, infatti, nel 1995 chiede l’annullamento della delibera della giunta guidata dall’allora sindaco democristiano Pier Luigi Lorenzoni. Il ricorso lo firma l’avvocato Paolo Bassano del Foro di Livorno. Il Comune di Stazzema non si costituisce in giudizio.
Si sostiene - nel ricorso - che la valutazione sul periodo di prova del professionista presso il Comune non spetti alla giunta ma al sindaco. E che l’interruzione dell’incarico sia antecedente alla scadenza della proroga. Si fa presente inoltre come, durante il suo incarico, il Comune di Stazzema nomini un professionista esterno - un ingegnere - che di fatto esegue pratiche che sarebbero spettate all’architetto quale capo ufficio tecnico.
Baldo è di fatto esautorato. Si porta documentazione con relativa perizia grafica che la firma su certi documenti (atti relativi a stime dei danni per l’alluvione a Stazzema del 6-7 novembre 1994) non è quella dell’architetto Baldo. Aspetto sul quale il professionista presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Lucca che poi gli costa l’accusa per calunnia, la relativa assoluzione ed un avocazione alla procura generale che riconosce la veridicità di quanto riferito dal professionista. Ma non si può più procedere perché il reato è prescritto. Dopo undici anni il Tar di Firenze, finalmente, si pronuncia. E condanna il Comune apuano al risarcimento economico dell’architetto e alla sua riassunzione.
Vicenda finita? Macché. La successiva amministrazione comunale ricorre al Consiglio di Stato e chiede la sospensiva. Che viene accolta. Dunque, niente esborso economico e riassunzione finché il tribunale non si pronuncerà. Solo che per decidere passano anni e anni. Altri nove per l’esattezza. Il collegio presieduto da Alessandro Pajino nella camera di consiglio del 27 ottobre 2015 conferma la sentenza del Tar. Che viene depositata il 16 marzo.
E ora? «Ora dobbiamo fronteggiare questa spesa», spiega sconsolato Verona. Che, ironia del caso, è sindaco dopo aver sconfitto alle ultime amministrative proprio Lorenzoni, primo cittadino quando scoppiò il caso. Verona dice che il suo Comune non ce la fa a sostenere la spesa. «Anche se dobbiamo ancora quantificare le spettanze dell'architetto», precisa. Si parla di 600-700mila euro. «Ma noi chiudiamo il bilancio di 6-7 milioni. Lei pensi che l’appalto più alto, poco più di un milione, è per sistemare una scuola. Non voglio essere costretto ad aumentare le tasse. Non è giusto». Il sindaco sostiene che Stazzema non può pagare i ritardi della giustizia. «Se si fosse deciso in 2-3 anni, ma qui ne sono passati 21». Per questo ha dato mandato all’avvocato Giuseppe Toscano di preparare un ricorso alla Corte Europa. Se la giustizia ci ha messo così tanto, allora paghi lo Stato. Vedremo.
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