La manifestazione
Processi lunghi, lo Stato condannato
Il Comune di Stazzema presenterà ricorso alla Corte Europea per una giustizia troppo lenta. Lo conferma l’avvocato Giuseppe Toscano che assiste il comune versiliese. L’Italia, tuttavia, dal 2001 ha...
Il Comune di Stazzema presenterà ricorso alla Corte Europea per una giustizia troppo lenta. Lo conferma l’avvocato Giuseppe Toscano che assiste il comune versiliese. L’Italia, tuttavia, dal 2001 ha una legge che impone allo Stato l’obbligo di riparare ai tempi lunghi della giustizia. Non è una legge che l’Italia ha approvato spontaneamente: il Parlamento l’ha votata dopo la censura (e la messa in mora) della Comunità Europea che accusava il nostro Paese proprio per la lentezza dei processi . Si tratta della legge Pinto. Prevede un risarcimento che varia da 500 a 1.500 euro per ogni anno o frazione (superiore a 6 mesi) «che eccede il termine ragionevole di durata del processo»: 3 anni in primo grado, 2 in appello e un anno in Cassazione. L’equa riparazione può essere richiesta per tutti i processi, non solo per quello penale o civile. Anche in Toscana sono stati promossi “giudizi di ottemperanza” nei confronti dello Stato (per il mancato risarcimento) per processi tributari e perfino amministrativi. Tuttavia lo Stato non paga, perché non ha fondi a sufficienza per coprire tutte le richieste di risarcimento della legge Pinto. È vero che i singoli rimborsi per “equa riparazione” sono quasi irrisorie; ma il problema è che le cause sono decine di migliaia. Basta pensare che da quando la legge Pinto è diventata efficace, lo Stato è stato condannato a pagare indennizzi per circa 750milioni, anche se poi ne ha liquidati meno della metà. E per avere i soldi che ti spettano per i ritardi dei processi passano in media 8-9 anni.
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